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Le News dai Blog in tempo realeA Bondi quel che è di BondiE’ orribile dirlo ma “A Bondi quel che è di Bondi”. L’accordo fra Google ed il Ministero dei Beni Culturali per la digitalizzazione di un milione di testi della Biblioteca Nazionale è una buona notizia. (via repubblica.it) Categorie: Blog
Ognuno a casa suaC’è una misura deprimente nelle citazioni e nella considerazione della rete da parte di molti giornalisti televisivi italiani. Qualche settimana fa ho ascoltato in una intervista radiofonica Michele Santoro che, furibondo in occasione della serrata elettorale del suo programma, sparava ad Alzo Zero sulla politica e sulla Rai, con progetti bellicosi del tipo “non so, faremo qualcosa in radio, andremo magari su Internet”. Oggi e’ il turno di Enrico Mentana che domani debutta sul sito del Corriere con un web show politico che gia’ dal titolo “MentanaCondicio” si fa beffa della legge dello stato e che - sembra di capire - trasporterà di peso il format del talk show televisivo con politici e giornalisti dentro le scomode stanze del sito web del Corriere. Anche in questo caso il sottotitolo e’ illuminante: “Vietati in TV, liberi sul web” con questa retorica d’accatto della rete libera che se da un lato è semplicemente fastidiosa, dall’altro rischia di estendere anche da queste parti ipotesi normative ed elucubrazioni potenzialmente pericolose. Come se non ce ne fossero già a sufficienza. Categorie: Blog
Un semplice maleducatoLe eventuali provocazioni che hanno originato i fatti sono abbastanza ininfluenti e dominarle dovrebbe in ogni caso far parte del bagaglio minimo di qualsiasi politico. I fatti invece sono che il capo del Governo di questo paese, un signore dal viso travolto dalla chirurgia estetica, gli occhi ormai ridotti a due fessure ed il resto impomatato dai ritocchi piu’ improbabili, si rivolge in pubblico ad un altro signore che non conosce, un signore con pochi capelli in testa come tanti altri, dicendogli: “Capisco perché lei è cosi, perchè tutte le mattine quando va a pettinarsi davanti allo specchio si vede…” Categorie: Blog
YouCapital...Leggo da LSDI che è partita una piattaforma tipo spot.us in Italia (crowdfunding journalism). Si chiama YouCapital. Ne hanno parlato anche: Pennedigitali, Antonella Beccaria, Assodigitale, Senzamegafono, Cristiano Lucchi.
I promotori sono Luca Longo, web director di The Populi, e Antonio Rossano fondatore di Yurait Social Blog. Articoli collegati su LSDI:
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Schwartz sul labirinto dei brevetti: Sun, Apple, MicrosoftJonathan Schwartz scrive un pezzo interessantissimo e divertente sulle controversie sui brevetti delle quali è stato testimone alla Sun. Racconta di quando Steve Jobs è andato a minacciarlo di una causa per un'interfaccia della Sun che riteneva fosse copiata dallo stile Apple. E ha ricevuto come risposta una velata minaccia opposta sui brevetti Sun contenuti nel sistema operativo Apple. Racconta di quando Bill Gates e Steve Ballmer sono andati a minacciarlo per i brevetti Office contenuti in OpenOffice e hanno ricevuto come risposta una velata minaccia opposta sui brevetti Sun contenuti in .Net.
I brevetti nel software funzionano per le grandi aziende come attacco e difesa. Ma non aiutano molto i piccoli innovatori veri. Se ne era parlato pochi giorni fa. Ed erano arrivati due contributi: By Sissi Semprini on March 3, 2010 3:40 PM Un caso innovativo, tutto italiano, è la GUNA. Società leader nei farmaci omeopatici. Ha scelto un modello di ricerca e sviluppo "No Patent - open source". Ha cioè eliminato tutte le procedure di protezione brevettuale di prodotti e processi industriali, mettendo a disposizione del mercato le proprie ricerche "copyleft" (circolazione gratuita e senza necessità di preventiva autorizzazione, purché con citazione della fonte). Come cita la lettera del Presidente di GUNA "...Noi interpretiamo la logica brevettuale come una pesante zavorra, che blocca il naturale impulso dinamico allo sviluppo delle nuove conoscenze. Il terzo millennio ci pone dinnanzi nuove ambiziose sfide: sarà possibile sperare di vincerle solo basando la propria attività su valori differenti, primo tra tutti la condivisione del sapere a tutti i livelli." http://www.guna.it/news.php?id=124 By Michele Mattioni on March 3, 2010 7:44 PMCiao, il prossimo Minisymposium organizzato dalla EMBL-EBI Science and society verterà su questo. Si terrà a Cambridge il 19th Marzo, ma sarà anche possibile seguirlo in streaming qui: Categorie: Blog
Rive Gauche e tastiere americaneSe mi compro un thinkpad con la tastiera americana, poi le “é” e le “è” me le sogno? Cioè, andrà necessariamente a finire che dovrò fare “ricerca caratteri” ogni volta? Categorie: Blog
Mamma fa annusa’ la topa al preteLa pedofilia 100 volte più diffusa fra i preti che non fra i normali cittadini. Mi torna in mente una barzelletta – o era una storia vera? – letta anni fa sul Vernacoliere: Mamma fa annusa’ la topa al prete e questi se la ripassa per benino. Adesso manda più tranquilla i su’ figlioli a ‘atechismo. Categorie: Blog
Non solo ma soprattuttoPoichè tacere ragionevolmente è ormai un talento in disuso Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, ci informa del fatto che il problema pedofilia è una questione molto più ampia e il concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva. Così sia Malvino che Metilparaben tentano qualche calcolo statistico sul rapporto fra numero di pedofili fra i sacerdoti e fra le altre persone. Tacendo per decoro l’ovvia riprovazione che deriva dalla particolare funzione sociale del sacerdote, i numeri, spannometrici quanto volete, sembrerebbero piuttosto significativi. I casi di pedofilia acclarata tra i sacerdoti sfiora mediamente il 5 per cento”, scrive Filippo Facci [1], citando fonte degna di fede: il cardinal Hummes, prefetto della Congregazione per il Clero (con successiva conferma di monsignor Tomasi, arcivescovo osservatore della Santa Sede all’Onu). E però – scrive – “le accuse di pedofilia normalmente riguardano una persona su duemila”, cioè il 5 per mille, sicché no, “la pedofilia non è solo nella Chiesa – deduce – ma lo è soprattutto” Categorie: Blog
Azzurro ChromeDomanda: ma per Chrome hanno scelto uno sfondo azzurro per fare l’occhiolino a Windows, per gli utonti che fra 2 anni compreranno da Mediaworld o all’Auchan “un pc con Chrome” invece che “un pc con Windows”, o per ricordarci che è in beta, e che, pur ottimo, crasha una volta al giorno? O, addirittura, lo fanno crashare di proposito almeno una volta al giorno per non farci pesare troppo il passaggio da Windows a Chrome? ;-) Categorie: Blog
Bing cresce. Google di più.Categorie: Blog
Internet mobile: quote di mercato nel mondoCategorie: Blog
In schiavitùEFF è entrata in possesso di una copia del documento che Apple sottopone agli sviluppatori che vogliono scrivere software per iPhone. Si tratta di una versione del marzo 2009 e qui c’e’ l’impietosa analisi legale di Fred Von Lohmann. Ne parla anche Wired. “If Apple’s mobile devices are the future of computing, you can expect that future to be one with more limits on innovation and competition … than the PC era that came before,” Categorie: Blog
Riflessioni su iPad e giornaliMartin Langeveld offre una serie di riflessioni sull'impatto dell'iPad nell'industria editoriale. Un riassunto è qui, ma il post originale vale il tempo che richiede. Più sotto in questo box le osservazioni dell'Electronic Frontiers Foundation sul contratto che lega i produttori di apps (compresi quelli che fanno applicazioni giornalistiche) alla Apple.
Dice Langeveld, in sintesi: L'iPad è un cambio di passo nella mobilità dei contenuti. Genererà un sensibile aumento delle vendite di contenuti per device mobili. I tempi di utilizzo dell'iPad e dell'iPhone, con tutti i loro emuli, saranno estesi alla maggior parte dei tempi di attesa e di spostamento. Le spese di marketing si sposteranno sui device mobili. I consumatori risponderanno con entusiasmo ai nuovi servizi - promozionali e informativi - proposti su queste piattaforme. Quello che sappiamo ora sull'iPad è minimo. Ma cominciare a lavorarci e obbligatorio. Dopo due decenni di inseguimento del digitale, gli editori hanno l'opportunità di riprendere la leadership. Ma devono: "Reinvent content for the mobile Web and iPad. As Doctor also notes, this is easier for magazines, with their stronger visual orientation and design resources, than it will be for newspapers, which will need to invest in new, innovative design capabilities.
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Festival del Giornalismo di PerugiaE' dunque arrivato il programma del Festival del Giornalismo di Perugia. Ricchissimo.
E' del tutto evidente che il suo punto debole è il keynote di giovedì 22 aprile, alle 12:00. Il keynote del Festival è di solito un'occasione molto importante per accedere all'esperienza di un vero maestro del giornalismo. Ma quest'anno - inopinatamente - è riservato all'espressione del mio punto di vista sulle prospettive dell'informazione. Non si può negare che il tentativo di tenere insieme il giornalismo tradizionale e quello che si sta sviluppando in rete sia sulla carta una buona idea. Nella pratica dovrò inventare una maniera sensata per parlare di una questione tanto gigantesca. Ogni suggerimento è bene accetto. E se vogliamo fare una cosa utile, potremmo raccogliere nei commenti gli esempi migliori di giornalismo che conosciamo all'epoca della rete. Se la raccolta riesce la lasciamo a Perugia come documentazione... Categorie: Blog
Per chi cerca la ricerca europeaUna risorsa utile. Un deposito ricercabile delle ricerche europee. Joint Research Centre.
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Neppure Google guadagna con le newsSentite le grandi lamentazioni degli editori, Murdoch in testa, sul fatto che Google guadagnerebbe con le notizie dei loro giornali, ci si domandava: ma è vero? E dunque pare proprio di no. Lo diceva Google che non fa fatturato con le news, ora lo registra anche Chris Dixon.
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Google Public dataGoogle is launching a Public Data tool. I see hard times ahead for Swivel, the self-proclaimed YouTube of data. Life is hard when Google comes charging your way… Categorie: Blog
Pubblicità ed identitàIeri su Friendfeed c’è stata una ampia interessante discussione sulla pubblicità online scatenata da un mio usuale borbottio senile (ma ero così anche 10 anni fa) sullo sfondo pubblicitario sponsorizzato da Fineco della homepage di Corriere.it. Ci sono due o tre cose he mi andava di specificare a margine ma prima quoto il punto di vista Paolo Ainio intervenuto ieri nella discussione: Il trade-off tra la pubblicità e il contenuto redazionale sta nel male e nel bene reciproco. Quanto una testata può “contenere” altro prima di perdere di riconoscibilità e senso nei confronti del lettore che è il valore primario della testata stessa. In questo caso, come in molti altri (anche in casa nostra…) si va molto oltre quello che secondo me conviene sia all’editore (che vuole preservare il suo valore primario) sia all’inserzionista (che in fondo ha lo stesso interesse). Certo molto dipende dal fattore tempo: se il corriere rimanesse così per molte settimane non sarebbe più il corriere, ma se dura tre giorni forse non fa male a nessuno.
(la cornice) ostacola i contenuti “intangibili” marcando “fineco” l’intero corpo pagina. pare che si sono comprati il giornale. ( ) ci sono contenuti come la reputazione e il controllo dell’informazione che si eroga che la cornice minaccia come elemento identitario molto forte
A parità di esposizione pubblicitaria esistono molte differenti maniere per tutelare leggibilità ed identità di un sito web. E più il sito è importante più tale ragionamento non puo’ essere ignorato. Molte delle gradi differenze di impatto fra i grandi siti editoriali italiani e i più prestigiosi siti web esteri risiede nella attenzione a questi temi. Per esempio, sempre a proposito di “identità” non è ozioso domandarsi perchè repubblica.it ieri consentisse due piccole animazioni molto invadenti ed a ciclo continuo, giusto accanto al logo del sito. Vale i soldi guadagnati una concessione del genere? Secondo me no. Sullo sfondo di simili scelte c’è ovviamente la crisi di un modello economico che fatica a reggersi autonomamente, ma anche, mi pare, le incertezze e una rabbia più ampia che riguarda l’intero ambiente editoriale alle prese con i quotidiani interrogativi sulla propria sopravvivenza. Categorie: Blog
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