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Il giornalismo dei se

Manteblog di Massimo Mantellini - Dom, 2010-08-29 17:06

Giulio Mozzi usa molte parole, ma spiega benissimo le ragioni per cui continuerà a lavorare con Mondadori e come mai il pezzo di Massimo Giannini su Repubblica che ha scatenato tutto il can can sia un capolavoro di faziosità giornalistica. A margine scopro che la demenziale campagna Mondadori no Grazie è stata ideata da Gianfranco Mascia, un nome una garanzia.

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Anteprima Punto Informatico

Manteblog di Massimo Mantellini - Dom, 2010-08-29 14:10

Contrappunti su Punto Informatico di domani.

***

Perché il mese prossimo Blockbuster dichiarerà fallimento? Per diverse ragioni, molte delle quali abbastanza lontane dalla semplificazione di certa stampa italiana che, nel darne notizia, ha scritto che il più grande noleggiatore di video al mondo chiuderà per colpa della pirateria su Internet.

Blockbuster chiude invece per una ragione sopra le altre: perché il formato dei suoi prodotti sta scomparendo. Mentre questa scomparsa prendeva forma loro, che erano grandi e pesanti, non sono riusciti ad organizzarsi per tempo. La colpa è dei bit che hanno abbandonato la schiavitù del supporto, esattamente come le parole si sono ormai separate dalla carta da lettera o i biglietti del treno dal cartoncino rigido consegnato allo sportello della stazione. Certo esistono ancora i DVD, l’industria multimediale ha sparato una delle ultime cartucce sui supporti con i blu-ray disk e le stazioni ferroviarie sono ancora popolate di gialle obliteratrici, ma stiamo parlando di oggetti complessivamente morti, già consegnati al ricordo di un periodo ormai passato, anche se tutt’ora percepito come attuale.

Nel prossimo ottobre saranno trascorsi due anni dalla presentazione del Macbook Air, uno dei primi computer portatili pensato senza lettore CD/DVD. Nei due anni appena trascorsi moltissimi fra i computer venduti sono stati dei netbook, piccole macchine anch’esse fisicamente incapaci di leggere i supporti a disco. Nella riduzione di volume degli oggetti sono le cose meno importanti a farne le spese per prime.

Nello stesso periodo abbiamo assistito anche ad una lenta migrazione dei contenuti audio e cinematografici dai device dedicati verso i computer: eppure oggi molte di queste macchine non hanno nemmeno più un pertugio nel quale inserire i DVD noleggiati da Blockbuster o i CD acquistati in uno di quei luoghi strani chiamati negozi di dischi.

La scomparsa dei supporti crea un effetto domino prevedibile che riguarda molti attori differenti e comprensibilmente viaggia più veloce nei paesi dove l’utilizzo della tecnologia ha maggiore diffusione. In USA i concorrenti di Blockbuster, che in questi ultimi due anni hanno guadagnato buona parte del mercato, si chiamano Hulu o Netflix, società che gestiscono lo stesso tipo di bit, ordinati in forma di film, documentario o serie televisiva, ma che non sanno cosa sia un CD o un DVD. Che possono ignorare le meraviglie del blu-ray esattamente come un acquirente di musica digitale ignora la magia del vinile o degli amplificatori valvolari.

A differenza del libro che è un oggetto affascinante e complesso, carico di storia e sensazioni tattili, una videocassetta in plastica nera o un CD sono da sempre supporti casuali e senza anima, totalmente slegati da qualsiasi carico affettivo dei suoi utilizzatori. Nessuno ha pianto quando le videocassette sono silenziosamente scomparse dagli scaffali degli ipermercati, nessuno piangerà quando i DVD smetteranno di frequentare le nostre case.

Uno dei limiti sentimentali, nel passaggio dei contenuti della nostra libreria multimediale alla dimensione immateriale, è invece la sensazione di mancato possesso. Le nostre case hanno ampie librerie dove custodire i “nostri” libri. Oggetti che una volta acquistati nessuna Amazon potrà cancellare da remoto (come invece accade per le nostre librerie su Kindle) e che riempiono la nostra vita occupandone uno spazio fisico. Lo stesso accadeva, pur se in misura minore, con i CD musicali o con videocassette, con i videogames o i film in DVD. Partecipavano come potevano all’arredamento di casa. Ma a differenza dei libri nessuno di questi oggetti era veramente nostro e forse anche questo ne ha accelerato la fine. Le licenze d’uso hanno esteso dal software all’intrattenimento la fine della nostra rassicurante sensazione di possesso. Internet è diventata la nostra libreria, non solo nel senso dei prodotti multimediali variamente raggiungibili ma anche in quella più concreta e materiale del nostro scaffale.

E lo spostamento dei bit verso la nuvola ha ovviamente aggiunto anche consistenti e nuove controindicazioni. Sulla manutenzione e sulla sicurezza degli archivi intanto, uno degli interrogativi più seri che il passaggio al digitale impone alla nostra società, ma anche sulla più immediata fruibilità di un bene che risiede attualmente ad una certa distanza fisica da noi stessi. Termina con la fine dei supporti il minimo residuo fraintendimento sul possesso materiale delle opere dell’ingegno ma nasce anche una nuova complicazione legata al nostro diritto di accesso a contenuti che abbiamo regolarmente pagato. Un universo nuovo di rapporti complessi, fortemente mediati dalla tecnologia, dentro il quale Blockbuster non ha saputo trovare una propria posizione.

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BookBlogging - DECISIONI - Lehrer

Luca De Biase - Dom, 2010-08-29 08:45
Jonah Lehrer ha scritto un magnifico libro sul cervello e il modo con il quale funziona per prendere delle decisioni. È un libro che abbonda di aneddoti, esperimenti, vita quotidiana. Che si legge volentieri, perché le storie superano le astrazioni. E ha una tesi forte, straordinariamente adatta all'epoca che viviamo.
Per Jonah Lehrer il sistema che ci porta a operare le nostre decisioni non è una gerarchia, con in cima la ragione e alla base l'istinto: è piuttosto una rete nella quale ogni componente del cervello ha la sua funzione. La chiave del suo libro è proprio questa: le decisioni corrette derivano da un equilibrio tra le varie componenti del cervello, non dalla prevalenza di una sulle altre. 
Si sbaglia per eccesso di emotività, come si sbaglia per eccesso di ragione. Ma si può inventare qualcosa di nuovo, mantenere la calma in momenti di stress, considerare tutti gli elementi e operare la scelta più consapevole, lasciando che emozioni e ragione collaborino.
Lehrer tiene un seguitissimo blog: The frontal cortex. In italiano, il libro di Lehrer è tradotto da Codice.
_______________________________________________________________________Alcuni libri che ho in mano             
  Impressioni mentre leggo

Arianna Dagnino
Fossili
Fazi Editore

Dante Alighieri  
La vita nova
Mondadori
L'amore e l'Africa, alla ricerca delle radici della specie umana. E diuna specie di umanità delle persone. 
Poesia e prosa si fondono nell'amore idealedi Dante per Beatrice. Perché è una storia che si svela indagando ogni possibile linguaggio._______________________________________________________________________
Nel frattempo continuano le riflessioni sul libro di Jeremy Rifkin, sull'empatia, espresse in breve in un post precedente.
------------------------------------------------------------------------------Altre letture citate:DeBaggis - communityCarr - internetIto - freesoulsPotter - designPatel - il valoreSun - media cinesiDazieri - gorillaConner - scienza popolareBrokman - ottimismo------------------------------------------------------------------------------
Le puntate precedenti di questa specie di "rubrica" vagamente domenicale...Citizen, Maistrello (13 giugno 2010)Libertà, De Caro, Lavazza, Sartori (16 maggio 2010)Risorgimento, Villari (9 maggio 2010)Credibilità, Gaggi, Bardazzi e altri (21 febbraio 2010)Mediologia, Régis Debray (14 febbraio 2010)Scienza e media, Greco e Pitrelli (7 febbraio 2010)Tempo, Roberto Peregalli (31 gennaio 2010)Repressione, Cory Doctorow (10 gennaio 2010)Conversazione, Benedetta Craveri (3 gennaio 2010)Miti, Umberto Galimberti (27 dicembre 2009)Città esemplari (20 dicembre 2009)Rifare la città (13 dicembre 2009)Ricchezza della famiglia (6 dicembre 2009)Capitale e condivisione (29 novembre 2009)Miseria del millennio (22 novembre 2009)Che cos'è la coscienza (15 novembre 2009)Pirati e designer (11 ottobre 2009)Scrivere la musica (6 settembre 2009)L'ossimoro del potere intelligente (30 agosto 2009)Neuro: eccesso di prefisso (12 luglio 2009)L'arte dell'artigiano (28 giugno 2009)Gandhi (7 giugno 2009)La storia dei giornali (24 maggio 2009)La valanga della crisi (29 marzo 2009Il destino della storia (1 marzo 2009)L'imprenditore di Schumpeter (22 febbraio 2009)Il regime dei media (15 febbraio 2009)Paul Veyne e costantino (9 febbraio 2009)
Sinapsi sociali (25 gennaio 2009)
Le storie contro la storia (18 gennaio 2009)
Io non sono il mio cervello (11 gennaio 2009)
Luminosa oscurità (4 gennaio 2009)
Il nuovo paradigma della finanza (21 dicembre 2008)
Il pericolo e l'intelligenza (14 dicembre 2008)
Beato chi si scandalizza (30 novembre 2008)
Viaggio per la felicità (2 novembre 2008)
Mercato o capitalismo (19 ottobre 2008)
Hacker (12 ottobre 2008)
Odio (27 settembre 2008)
Querdenker (24 agosto 2008)
L'indicibile segreto del segreto (14 agosto 2008)
Il filo dei libri (15 luglio 2008)
Felicità in azienda (28 maggio 2008)
Siamo le nostre azioni pubbliche (11 maggio 2008)
Senza povertà (4 maggio 2008)
Nothing ends (27 aprile 2008)
Esplorazioni insensate (5 aprile 2008)
L'arte del rinnovamento (16 marzo 2008)
L'arte nella storia (9 marzo 2008)
La logica della decrescita (2 marzo 2008)
La lettura dei confini (24 febbraio 2008)
La fortuna della filosofia (17 febbraio 2008)
Pensieri astratti su realtà concrete (3 febbraio 2008)
Memoria. Felicità (27 gennaio 2008)
Libertà della conoscenza (20 gennaio 2008)
Libertà della scienza (16 gennaio 2008)
Leggere nella complessità (13 gennaio 2008)
Leggere una storica scomparsa - 2 (6 gennaio 2008)
Leggere una storia scomparsa (31 dicembre 2007)
Il senso e la visione (22 dicembre 2007)
L'Italia e gli italiani (16 dicembre 2007)
La complessità della conoscenza (9 dicembre 2007)
L'organizzazione informale (2 dicembre 2007)
Il comune senso del capitalismo (4 novembre 2007)
Il gioco della matematica (28 ottobre 2007)
Numeri da leggere (7 ottobre 2007)
Fantadesign da leggere (30 settembre 2007)
Vivere una lettura filosofica della politica / 2 (23 settembre 2007)
Vivere una lettura filosofica della politica (16 settembre 2007)
Leggere il video partecipativo (5 agosto 2007)
L'identità delle vittime (29 luglio 2007)
La poesia di un amico è il titolo del racconto della tua vita (22 luglio 2007)
Leggere l'incomprensione (15 luglio 2007)
Il destino di leggere (8 luglio 2007)
Leggere la razza padrina (1 luglio 2007)
Leggere un incontro di civiltà (24 giugno 2007)
Lettura bella e popolare (17 giugno 2007)
Ricchezza della lettura in rete (3 giugno 2007)
Mutazioni nella lettura (27 maggio 2007)
Leggere nel futuro della città (20 maggio 2007)
Leggere il segreto di un inventore (13 maggio 2007)
L'organizzazione da leggere (6 maggio 2007)
La felicità di leggere (29 aprile 2007)
La scommessa di leggere (22 aprile 2007)
Leggere nel pensiero (15 aprile 2007)
Leggere nella mente digitale (8 aprile 2007)
Leggere nella rete (1 aprile 2007)
Leggere gli effetti dell'autobiografia (25 marzo 2007)
Leggere memi (18 marzo 2007)
Leggere l'identità del reporter (11 marzo 2007)
Leggere gli scenari (4 marzo 2007)
Leggere di quelli che lavorano (25 febbraio 2007)
Leggere dentro e fuori (18 febbraio 2007)
Leggere parole chiave (11 febbraio 2007)
Leggere appunti su ciò che non può essere scritto (4 febbraio 2007)
Rileggere quello che va riletto (28 gennaio 2007)
Leggere quello che gli amici hanno scritto (21 gennaio 2007)
Leggere quello che gli altri leggono (14 gennaio 2007)
Leggere per viaggiare (7 gennaio 2007)
Leggere per meditare (31 dicembre 2006)
Leggere per citare (24 dicembre 2006)
Gli occhiali per leggere (17 dicembre 2006)
Leggere, leggerezza, legge (10 dicembre 2006)
Leggere o non leggere (3 dicembre 2006)
Leggere per lavorare o lavorare per leggere? (26 novembre 2006)

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Scrivono di libri: Clelia Mazzini (Akatalēpsìa), Luisa Carrada (Il mestiere di scrivere), Stefania Mola (Squilibri), Ste (melodiainotturna), Ossimora (Antonia nella notte), Remo Bassini (Appunti), Seia Montanelli (Paese d'Ottobre), Renee (Book of the day), Mitì Vigliero (Placida Signora), Gian Paolo Serino (Satisfiction), Gattostanco, Gabriella Alù (Non solo Proust), Patrizia Bruce (Dimmi, cosa leggi?), Angèle Paoli (Terres del femmes), Alessio. E... VibrisseLipperaturaLitteratitudineWittgenstein, talvolta. E inoltre: Bottega di LetturaPenna e mouseBookrepublicLa FrustaZamBooksblog. E MilanoNera. E Sottotomo... BooksWebTvPalagniacAmalteoCarmilla onlineAntonio Genna. E Nazione indiana.

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In libreria: Economia della felicità, dalla blogosfera al valore del dono e oltre, Feltrinelli




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Collegamenti: superfici, profondità, multidimensionalità

Luca De Biase - Sab, 2010-08-28 21:33
Le direzioni della ricerca della verità si spostano, si spiazzano, si ridefiniscono. Un tempo si cercava la verità "scavando" per trovare quello che "c'è sotto". Era l'epoca in cui la verità era nella "profondità". Talvolta cinicamente si cercava invece quello che sta "dietro" l'apparenza. Oggi si tentano nuove strade, scoprendo che non è facile vedere il "sopra e il sotto" oppure il "qui e l'altrove".
Il gioco continua. Mario Tedeschini Lalli ha risposto ad Alessandro Baricco. Dice Mario che il tema non è più quello della contrapposizione tra superficialità e profondità. Il nuovo tema è la multidimensionalità.
Un altro modo per dirlo è che oggi forse si cercano prima di tutto i collegamenti tra i nodi e i fatti che corrono nella rete. Per poi ricostruire la storia che li unisce. Si può trovare una sola storia. O molte.

Altri commenti. Mante. Luca Nicotra. Giorgio Fontana. Aringhe Rosse, ComunitàDigitali. E: La reinvenzione della superficialità.
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Promemoria Wikileaks

Luca De Biase - Sab, 2010-08-28 21:00
Segnalava su Nexa Arturo di Corinto, un documento pubblicato su Cryptome secondo il quale la Wau Holland Foundation, che sostiene finanziariamente Wikileaks, pubblicherà entro fine agosto i dati sui suoi finanziatori.
Il pezzo di oggi sul Sole.Un promemoria per ricapitolare.I post di ieri e di pochi giorni fa.Una breve intervista ad Assange.
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Movimentare la cultura in laguna

Manteblog di Massimo Mantellini - Sab, 2010-08-28 09:59

L’attrice italiana Vittoria Risi, protagonista dell’indimenticata pellicola del 2008 “Fantasie Anali 2″ ma anche del meno noto lungometraggio “Zorra, la donna che voleva escopar”, terrà una rappresentazione a Venezia spogliandosi di fronte alla tela di Giorgione “La nuda”. È una idea del nuovo sovrintendente al polo museale Vittorio Sgarbi.

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La morale è sempre quella

Manteblog di Massimo Mantellini - Sab, 2010-08-28 09:54

Ti segnalo un grande pezzo di Gad Lerner dal Meeting di CL a Rimini uscito su Repubblica di oggi

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Social Media Ninja Guru Etc

Dotcoma di Massimo Moruzzi - Sab, 2010-08-28 09:25

Siamo già, più o meno, arrivati a essere d’accordo che se vuoi fare il consulente di qualcuno per i cosiddetti “Social Media” è bene che, come minimo, tu sia esperto anche di qualcos’altro, oltre che dei social media stessi. Che so, di pubblicità, di relazioni pubbliche, e di come affrontare una crisi di PR, o di direct marketing, se vuoi, o pensi di, poter vendere direttamente via Twitter quanto vende Dell – il che però abbiamo già scoperto voler dire: poco.

Ci sono almeno altri due post che andrebbero letti al riguardo: questo, molto divertente, di uno che ce l’ha fatta ad abbandonare prima tutti i social-cosi e poi anche Twitter, dopo aver smesso con l’alcool.

E quest’altro, di un giovane imprenditore, che ci dice che

Tweeting, Tumblring, Facebooking, blogging, etc., are all routine tasks that can be performed by any person out there with basic English skills and a friendly personality

e che

It’s a fantasy that having 100 or 1,000 more friends or followers will bring you more business even though social networks are nothing more than echo chambers in which nobody is listening.

Ma il punto fondamentale, secondo me, è un altro ancora: perchè mai un’azienda dovrebbe affidare a terzi la propria presenza e la propria voce sul web, ovvero in un mondo dove le cose sono più semplici, dove non deve produrre complicati spot per la tivù, e dove potrebbe, finalmente, fare a meno di intermediari, e aprirsi ai propri clienti per davvero, e non solo far finta di farlo, e magari anche rendere i propri dipendenti raggiungibili dai propri clienti?

Risposta: per lo stesso (pessimo) motivo per cui non hanno mai imparato a usare il web, per lo stesso motivo per cui continuano a fare siti web imbalsamati, per lo stesso motivo per cui continuano a voler controllare i messaggi esattamente come se fossimo negli anni ’50, con Eisenhower Presidente degli Stati Uniti, e non Obama: per paura. Vuoi davvero aprire la tua azienda al web, e/o ai Social Media, che è poi la stessa cosa? Fantastico!

Innanzitutto, devi dare accesso a Internet a tutti i tuoi dipendenti. In secondo luogo, devi incoraggiare tutti i tuoi dipendenti a usare un po’ il web, e anche Facebook e Twitter etc. dall’ufficio. E poi, vedere cosa succede. Quelli che leggono solo il sito della Gazzetta, forse tanto vale togliere loro la possibilità di usare il web. Quelli che, con intelligenza, cercano da soli di capire se possono fare qualcosa di utile per l’azienda con questi strumenti, invece, vanno incoraggiati.

Perchè un’azienda che utilizza il web e/o i Social Media come se fosse un altro strumento di PR anni ’50, con brochure, comunicati stampa, controllo dei messaggi, e uno solo che parla, il responsabile PR, che è quello ufficialmente designato dall’azienda e ha il compito di parlare un linguaggio biforcuto che i tuoi clienti ormai odiano, è, secondo me, un’azienda che potrebbe anche fare a meno di far finta di essere così ggiovane, cool, duepuntozero e che capisce come va il mondo.

E, viceversa, un’azienda che decidesse se non di abbattere del tutto, almeno di provare a diminuire la distanza fra chi è dentro l’azienda, nella famosa torre di avorio e vetro, e cioè i dipendenti tutti, quelli che ne sanno più dei PR, e chi è fuori, e che compra i suoi prodotti, è un’azienda che, per la prima volta da un secolo, può provare davvero a iniziare o a riprendere il filo di un discorso con i propri clienti che l’era del mass marketing aveva cancellato e, di fatto, reso impraticabile.

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I dentici

Manteblog di Massimo Mantellini - Sab, 2010-08-28 08:52




La Stampa e il Corriere online hanno nelle rispettive pagine economiche due interessanti articoli sulla crisi di Blockbuster. I titoli sono diversi, uno dei pezzi è stato scritto a Roma l’altro a Milano, al Corriere hanno aggiunto qualche utile grassetto a capo paragrafo ma per il resto gli articoli sono identici.

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Sostiene Mentana

Manteblog di Massimo Mantellini - Ven, 2010-08-27 20:57

Sostiene Mentana che il TG de La7 delle 20 andrà in onda in streaming su Youtube. E perchè mai?

(via Il Messaggero)

update: PI ha qualche particolare in più.

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Wikileaks e trasparenza

Luca De Biase - Ven, 2010-08-27 11:21
Da quando Wikileaks ha pubblicato i documenti sull'Afghanistan insieme a Spiegel, Guardian e New York Times, una grande discussione si è sviluppata intorno alle questioni fondamentali della trasparenza e della qualità dell'informazione in rete. Ne ho scritto. Ho visto Assange. Ne devo riscrivere. (Tutti i suggerimenti sono bene accetti e per questo trascrivo questi appunti qui).

C'è un'inevitabile grande complessità. Non credo se ne possa uscire. Ma credo che si possa evitare almeno che la complessità sia usata da chi usa la confusione come paradossale strumento retorico.

Penso che si debbano distinguere tre temi:
1. funzionamento del sistema dell'informazione
2. confronto tra vecchi e nuovi poteri
3. temi di principio

1. Nell'informazione ci sono da sempre diversi ruoli. Chi ha documenti, chi fa conoscere documenti, chi fa verifiche, chi scrive e comunica... E molti altri. Un insieme enormemente problematico. Sarebbe bello che ci fossero metodi di ricerca dell'informazione condivisi che consentono a tutti di verificare quello che si scopre per arrivare a conoscenze comuni sulle quali poi costruire le opinioni. C'è anche questo, in un mare magnum molto più composito. Sarebbe bello che questa dimensione delle informazioni verificabili e solide, sostenute da un metodo condiviso, potesse essere sempre più ampia. Il confronto tra chi serve la società portando informazioni solide e verificabili e chi aggiunge informazioni non verificabili c'è e continuerà. La rete in questo aiuta entrambe le attività. Ma il risultato socialmente migliore emergerà dalla simbiosi tra tutti i soggetti che fanno informazione con metodo condiviso, su qualunque mezzo agiscano. Il caso della collaborazione tra Wikileaks e giornali è stato un esempio positivo. Esiste una pratica e una strategia che possano portare avanti l'informazione di qualità e aumentare la dimensione del metodo condiviso?

2. Nei confronti di potere la trasparenza è garanzia di accountability. Ma è chiaro che non c'è solo il potere trasparente. E il confronto tra i poteri si gioca sia nella dimensione della trasparenza che in quella della segretezza. Per Lessig, per esempio, questo è un fatto non necessariamente negativo. In ogni caso, queste dimensioni del potere, occulte e trasparenti, ci sono e ci saranno sempre. Anche nel sistema dell'informazione (chi ha documenti, chi li pubblica, ecc...) ci sono poteri in parte occulti e in parte trasparenti. E' possibile migliorare questa situazione?

3. I principi possono avere la funzione intellettuale dell'utopia, la funzione operativa dell'idelogia, la funzione giuridica dell'interpretazione delle regole, la funzione manipolatoria di chi li usa per uno scopo diverso da quello per cui erano nati. Il confronto tra queste tensioni, nelle questioni di principio c'è sempre stato. E continuerà. Si può fare crescere un sistema di conversazioni che sappiano aiutarci a distinguere tra le diverse forme con le quali appaiono i principi?

Queste domande sono sotto i nostri occhi ogni giorno. E sappiamo che non hanno risposta univoca. E' l'azione, inventiva, creativa, necessariamente limitata, che genera nei fatti la maggior parte delle risposte che la storia ci offre. Ma possiamo imparare a navigare in questo mare di idee, rimandi, link, problemi e azioni... Non è la rete a risolvere il problema: la rete è un luogo dell'esperienza dal quale possiamo trarre capacità di navigazione in questa dimensione...
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Il senso dello Stato della Lega

Dotcoma di Massimo Moruzzi - Ven, 2010-08-27 09:00

E’ da elogiare.

Un amico giornalista di sinistra – di cui evito di dire nome, cognome, il giornale per cui scrive etc, visto che queste cose le ha scritte su Facebook, il che è come dire al bar fra amici, e visto che spero non scriva queste cose anche sul giornale per il quale scrive – si chiede:

se l’aggressione a Maroni invece che a Bergamo, ad opera di attuali o potenziali elettori del partito del ministro, fosse avvenuta a Napoli, quali reazioni staremmo avendo adesso da parte del governo?

Secondo me la domanda in sé è lecita. Io non ho una risposta. So però dirti cosa ha scritto la Padania riguardo agli ultras dell’Atalanta “potenziali elettori del partito del Ministro”, ovvero:

E’ successo che alla festa della Lega Nord a Bergamo i terroristi hanno sfidato lo Stato.

L’articolo di Luciano Dussin è disponibile sul sito della rassegna stampa della Camera dei Deputati, e ora anche su Scribd. Aspetto qualcosa del genere anche sui giornali di sinistra, anche se il Ministro degli Interni è della Lega. Scusami, adesso, ma esco un secondo a comprare la Padania.

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Il paradosso cellulare

Manteblog di Massimo Mantellini - Ven, 2010-08-27 08:51




Mauro Lupi cita questi dati di Nielsen dai quali traspare che siamo il paese con la piu’ ampia penetrazione di smartphone in tutta Europa. Per molti anni i trionfi della telefonia cellulare in questo paese non sono stati una buona notizia per lo sviluppo di Internet. Oggi le cose sono cambiate, visto che i terminali consentono adeguati collegamenti alla rete, ma non sarei sicuro nemmeno oggi che questi dati, nella logica meno che commerciale dello sviluppo di Internet in Italia, siano una notizia per forza positiva.

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Porzioni di marchio

Manteblog di Massimo Mantellini - Gio, 2010-08-26 19:43

Questa cosa che Facebook abbia fatto causa al sito Teachbook perchè la parola “book” fra parte del suo marchio fa veramente ridere i polli. Anzi li fa piangere.

(via Punto Informatico)

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darsi la zappa sui piedi

Dotcoma di Massimo Moruzzi - Gio, 2010-08-26 19:11

Io un post più autolesionista di questo Diventare “Esperti Social Media” di Elena onestamente non so se l’ho mai letto. Tra l’altro, sembra scritto da Veltroni.

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Una domanda per Franco

Dotcoma di Massimo Moruzzi - Gio, 2010-08-26 14:43

Visto che sarò via il weekend, e che ho voglia di staccare un po’, che gli ultimi post su Vendola sono stati davvero un parto, e visto che me ne stanno succedendo di tutti i colori, e che ieri sera ai Giardinetti di Porta Venezia a Milano ho pure rischiato, terzo arrivato dopo due altri ragazzi in bici ben più coraggiosi di me, pure di prenderle, per difendere un ragazzo gay già aggredito da due albanesi, di cui uno davvero grande grosso e cattivo…

Ecco, dicevo: visto che fra un paio di settimane ci sarà la BlogFest, riusciamo a mettere insieme una domanda decente – almeno una – da fare a Franco Bernabé? Che ne so, qualcosa del tipo…

Ma con tutto l’ottimo lavoro che Telecom Italia sta facendo, fra Venice Session e altro, riguardo all’innovazione, è mai possibile che non si riesca a fare proprio nulla per far migliorare i conti dell’azienda senza licenziare persone a migliaia alla volta?

Una cosa così, anche semplice, almeno per far capire che anche se nessun blogger posta più nulla di negativo contro Telecom Italia, le notizie, almeno, le leggiamo ancora. E la tua domanda è…?

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"La reinvenzione della superficialità"

Luca De Biase - Gio, 2010-08-26 13:46
Se l'innovazione è ai margini della rete, allora la profondità è in superficie?

E' l'epoca dell'ossimoro: la "dotta ignoranza" raccontata dalla "letteraria saggistica". E Alessandro Baricco scrive, oggi, su Wired, rilanciato da Repubblica, un sequel ai Barbari (grande intuizione)... Un brano:

"Scrivevo I barbari, ma intanto sapevo che lo smascheramento della profondità poteva generare il dominio dell'insignificante. E sapevo che la reinvenzione della superficialità generava spesso l'effetto indesiderato di sdoganare, per un equivoco, la pura stupidità, o la ridicola simulazione di un pensiero profondo. Ma alla fine, quel che è accaduto è stato soltanto il frutto delle nostre scelte, del talento e della velocità delle nostre intelligenze. La mutazione ha generato comportamenti, cristallizzato parole d'ordine, ridistribuito i privilegi: ora so che in tutto ciò è sopravvissuta la promessa di senso che a suo modo il mito della profondità tramandava. Sicuramente tra coloro che sono stati più svelti a capire e gestire la mutazione ce ne sono molti che non conoscono quella promessa, né sono capaci di immaginarla, né sono interessati a tramandarla. Da essi stiamo ricevendo un mondo brillante senza futuro. Ma come sempre è successo, ostinata e talentuosa è stata anche la cultura della promessa, e capace di estorcere al disinteresse dei più la deviazione della speranza, della fiducia, dell'ambizione. Non credo sia stolto ottimismo registrare il fatto che oggi, nel 2026, una cultura del genere esiste, sembra più che solida, e spesso presidia le cabine di comando della mutazione."
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Google docs al rallentatore

Luca De Biase - Gio, 2010-08-26 12:08
Da mesi Google aggiunge nuove funzionalità ai suoi Docs - il software che si usa online per creare documenti. Ma lavorandoci sopra in modo continuativo si ha l'impressione che il risultato non sia positivo.

Le funzioni in più non sono sempre necessarie. Ma generano, si direbbe, uno straordinario rallentamento dell'interazione. Scrivendo velocemente il sistema non riesce a stare al passo e le battute si perdono tra la tastiera e la cloud.

Google ha sempre avuto una grande attenzione all'essenzialità dei suoi servizi. Se vuole aggiungere funzionalità lo potrebbe fare in modo da attivarle quando servono. Quando non servono dovrebbero starsene in disparte e non intralciare il lavoro. Imho.
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Al posto delle lucciole

Manteblog di Massimo Mantellini - Gio, 2010-08-26 11:03




Sun Jar è uno degli oggetti più affascinati fra quelli che ho acquistato negli ultimi anni. La usa Francesca come luce notturna nella sua stanza. Ve lo dico perchè su Amazon UK in questi giorni sono in offerta a 10 sterline.

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Kindle. E la biblioteca della mente

Luca De Biase - Gio, 2010-08-26 09:24
Il nuovo Kindle piace alla critica. Non si sa quanto, ma si presume piaccia molto anche al pubblico. Difficile non vedere i vantaggi di questa tecnologia - reader sempre connesso con funzioni di ricerca nel testo più negozio iperfornito - e dunque non immaginare che si tratta almeno di un nuovo modo per fruire di quei lunghi testi che un tempo si chiamavano libri. Un modo fantasticamente adatto all'aggiornamento di chi legge saggi americani di attualità, di chi ama portarsi in viaggio una quantità di romanzi e saggi, di chi studia un argomento a fondo... E chissà quanti altri utilizzi.

E' un mondo di libri per nomadi, dove lo spazio è poco mentre è necessario viaggiare leggeri.

La biblioteca invece è pesante. Come sa bene chi cambia casa. Costa. Occupa spazio. Ma il peso, la lentezza, lo spazio hanno una funzione culturale. La perdiamo a cuor leggero?

La biblioteca non è un deposito informe di libri. La biblioteca parla. Il suo ordine costruito nel tempo è un supporto della memoria senza paragoni. I collegamenti che ciascuno produce tra i suoi libri appoggiandoli negli scaffali sono riproposti ogni volta che li si percorre con lo sguardo. E ogni lavoro di ricerca, ogni ripensamento dell'esperienza accumulata dagli autori delle opere, ogni consultazione, si sostanzia anche dell'ordine dei ricordi di ciò che si è letto e di ciò che si da dove si può leggere incarnato dalla biblioteca.

Personalmente, ho un'esperienza preKindle che può aiutare a immaginare quello che succede con il Kindle. Dopo troppi traslochi, la mia biblioteca è stata smembrata e scompaginata tante volte che ormai il suo ordine è restato solo nella mia mente. I neuroni e le sinapsi sono l'unico luogo dove si mantengono in vita i valori culturali della biblioteca della mia vita. Ed è un po' quello che sarebbe successo se tutti i miei libri si fossero trovati soltanto nel reader e nei computer cui esso consente di accedere. Perché la biblioteca, con la fisicità dei suoi scaffali e la pensante lentezza della sua struttura, manca nel mondo dei libri digitali. Né vale, per ora, a sostituirla, l'immagine riflessa nello schermo, per esempio di aNobii o di iBooks, degli scaffali digitali. Quella sembra piuttosto la scaffalatura della libreria, non della biblioteca personale.

La memoria di una biblioteca è fondamentale. La sua sostituzione vera nel mondo digitale non è ancora chiara. Ma è un tema di sviluppo al quale varrebbe la pena di dedicare un poco di creatività. L'interfaccia e l'architettura di interni di un mondo digitalizzato ma che si deve connettere all'esperienza analogica di chi ne fruisce.

update: Giuseppe Granieri suggerisce l'intrigante soluzione della biblioteca sociale, tipo Goodreads...
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