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BlogsChe cosa ci faccio lì?Tanto per non smentire una vecchia consolidata abitudine i settaggi della Privacy di Facebook Places, servizio di geolocalizzazione presentato i giorni scorsi, sono complicatissimi e molto pericolosi. Benchè il servizio non sia ancora attivo fuori dagli USA, Roberto Felter vi spiega già ora quali bottoni spingere e perché. Ci sono però alcuni aspetti del servizio Places che è opportuno conoscere: - se inviate la vostra posizione senza aver configurato diversamente il vostro account, il messaggio apparirà sulla bacheca di TUTTI i vostri contatti. - se non impostate la cosa in altro modo, tutti gli utenti Facebook nelle vicinanze a dove ti sei localizzato, possono vedere la tua presenza, anche chi non sono tra i tuoi contatti. - come per la pubblicazione di foto, anche per la geolocalizzazione i tuoi contatti possono collegarti ad una loro geolocalizzazione e risulterà come se ti fossi geolocalizzato tu. Categorie: Blog
Imparare a vincereScrivo su Facebook: Il PD é come l’Inter prima di Ibra. O trovano una superstar, o non vinceranno mai. Stefano, giustamente, aggiunge: anche un po’ di gioco di squadra non farebbe male. E anche smetterla di replicare gli schemi dell’avversario o dire che il loro centravanti non é capace. Senza dubbio. TweetCategorie: Blog
Ora è tutto più chiaroCategorie: Blog
Macba: Gil J WolmanGuy Debord e Gil J Wolman prima di litigare scrivevano insieme: «Il più urgente esercizio di libertà è la distruzione degli idoli». Se si ha l'impressione che la creatività abbia raggiunto il suo massimo, occorre distruggere ciò che è stato fatto e ricominciare. Dada, Futurismo. Lettrismo. Se ne parla alla mostra su Wolman organizzata al Macba.
Viene in mente che gli idoli possono essere distrutti da due punti di vista opposti. C'è chi crede in un dio assoluto che non ammette i suoi simboli. E c'è chi invece intende degradare ogni idolo con i ritmi della moda per poi sostituirlo con piccole icone, vagamente commerciali. L'arte, la religione, la moda, partecipano di questi cicli, tra assoluto e relativo, tra attualità e fuori dal tempo, tra moda e lunga durata. Evidentemente nelle varie epoche storiche prevale chi costruisce o chi distrugge. Si ha l'impressione che questa epoca avverta il bisogno di una distruzione per far ripartire la logica della costruzione di qualcosa di grande: l'imperativo omogeneizzante del minestrone televisivo non consentiva a nulla che non fosse la televisione stessa di crescere troppo. Ma è un'epoca che si sta erodendo. Forse. Categorie: Blog
Update sulle morti annunciate nella tecnologiaLo stato di salute del web resta ottimo, si diceva. Nonostante la diagnosi pesantissima proposta da Wired.
Da non perdere il pezzo di Harry McCracken sulla paradossale quantità di morti prematuramente annunciate nel mondo della tecnologia. Categorie: Blog
Facebook Places: dentro e fuoriParte Facebook Places in America. E si possono condividere le informazioni sul luogo dove ci si trova.
La regola per la privacy è ancora una volta discutibile. Si deve dichiarare la propria adesione per consentire alle applicazioni di usare la localizzazione. Ma nei confronti degli amici che usano applicazioni che coinvolgono la localizzazione, invece, non serve il permesso: se non si desidera condividere questa informazione con le applicazioni degli amici - a quanto pare - si deve dichiarare di non voler far sapere dove ci si trova. "You may want to share your check-in information with third-party applications that build interesting experiences around location, such as travel planning. Applications you use must receive your permission before getting this information. Your friends will be able to share your check-ins with the applications they use to help create new social experiences with location. If you don't want to share your check-ins with your friends' applications, just uncheck the new box in your Privacy Settings under "Applications and Websites." (Intanto, Pete Warden spiega su ReadWriteWeb quante cose si possono fare con i dati pubblici di Facebook: una dimensione analitica destinata a crescere probabilmente anche con Places). Categorie: Blog
Segnali deboli
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Facebook Places ucciderà Foursquare?No, anche perchè c’è poco da uccidere. Quanto fattura Foursquare? ah, ecco, come pensavo. Edit/update: O forse, anche se Facebook non avesse nessun problema di ego, è comunque vero esattamente il contrario. Che cazzo ne so io, in effetti. E che cazzo me ne frega, poi? TweetCategorie: Blog
Quotidiani italiani su iPadAntonio Tombolini scrive un post interessante sulle applicazioni degli editori italiani per iPad partendo da una critica di Wired a quella che il suo gruppo ha preparato per IlSole24ore. Categorie: Blog
Giorgiana Masi, Francesco Lorusso…Siccome detesto parlar male dei morti di Francesco Cossiga, scomparso ieri a 82 anni, preferisco non dire nulla. E’ però certo che questo paese ha mantenuto per decenni ai vertici dei poteri decisionali un paziente psichiatrico e che i quotidiani hanno dovuto attendere la sua morte per scriverlo liberamente. Categorie: Blog
I creativi di Veronesi
“Per attrarre potenziali lettori abbiamo iniziato inserendo voci fittizie su Wikipedia”
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Lo stato di salute del webIl web sta bene. Non è morto. E sta ancora crescendo. Anche se se ne può discutere.
Chris Anderson e Michael Wolff segnalano - sulla base di dati Cisco - che la percentuale di traffico internet che riguarda il web è in diminuzione rispetto ad altri utilizzi. E colgono l'occasione per tirare le somme: le apps sono il futuro ed essendo parte di un mercato più controllato dai grandi operatori finiranno per ridare ordine alla rete, rafforzare il capitalismo, mettere fine alla confusione dell'internet troppo aperta. Può essere vagamente forzato: lo ammette lo stesso Anderson ricordando come Wired abbia scritto nel 1997 che la tecnologia "push" avrebbe scalzato il modo di consultare la rete basato su browser e ipertesti (un pezzo scritto poco prima che la tecnologia "push" finisse nel dimenticatoio). Ma è un argomento di discussione. E allora discutiamo. 1. Nel grafico citato da Anderson e Wolff (pubblicato in un primo momento con la timeline sbagliata e poi corretto) si parla di numeri relativi. E il web appare in diminuzione. Ma usando i numeri assoluti, come fa Rob Beschizza su BoingBoing, si vede che il web sta ancora crescendo moltissimo. 2. Il traffico web diminuisce in termini relativi perché aumenta il video. Ma il video che viene considerato nel grafico citato da Anderson e Wolff è anche quello di YouTube, che dovrebbe essere considerato probabilmente traffico web, come osserva anche Erick Schonfeld su TechCrunch, dopo aver consultato i dati Cisco dai quali il grafico è tratto. 3. Il pericolo che la rete libera sta correndo non viene dalla concorrenza delle apps che in fondo non sono che un altro modo per usare internet. La supposta chiusura delle piattaforme per usare le apps è comunque parte di un sistema competitivo aperto basato su internet. Del resto, Facebook è anche una piattaforma per le apps che si usa sul web. Il vero pericolo è che i grandi cui Anderson e Wolff assegnano già la vittoria riescano ad abbattere la neutralità della rete che garantisce l'innovatività del sistema (tema accennato per esempio da Gizmodo). Molti commenti alla vicenda sottolineano che si tratta semplicemente di un'operazione di marketing di Wired. Sono intervenuti per quanto ho visto: Giuseppe Granieri, Tiziano Caviglia, Massimo Mantellini e, velocemente, Nereo. Categorie: Blog
Il web è davvero morto?
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Twitter, Facebook e Social media sotto l’ombrello di PandemiaIl consolidamento delle mie attività web procede. Da oggi i miei tre principali blog di contenuto informativo sono raggiungibili da un sottodominio di Pandemia.info. Da Twitter.pandemia.info puoi raggiungere il blog dedicato agli aggiornamenti su Twitter, legato ai due libri Comunicare con Twitter e Twitter al 100%, in libreria. Da Facebook.pandemia.info puoi raggiungere il blog dedicato agli aggiornamenti su Facebook, legato al libro Fare Business con Facebook, anche questo in libreria. Da socialmedia.pandemia.info puoi andare sul blog curato per conto del Sole 24 Ore, Social Media Corner, con un focus specifico sui social media. Nelle prossime ore verrà poi attivato green.pandemia.info che punterà su Mr.Green, il blog su ambiente e tecnologia curato per Tekneco. A questi si aggiungeranno nelle prossime settimane altri due sottodomini: uno per aggregare tutti i flussi in un solo fiume e un altro per un nuovo blog curato per conto di un grande editore. Va da sé che i blog torneranno ad essere frequentemente aggiornati nel corso dell’estate e dell’autunno, secondo la riorganizzazione precedentemente annunciata. Buon blogging! Categorie: Blog
Allusioni e diffamazioniSe il cardinale Tettamanzi lancia una forte accusa contro chi usa la politica come mero strumento di potere e arricchimento personale, perseguendo con violenza gli interessi dei singoli e dei singoli gruppi, fa certamente bene. Non fa nomi perché forse potrebbe incorrere in errore e anche perché la legge sulla diffamazione è tanto ambigua che non si interpreta facilmente. Ma se questo viene detto quando tutto il potere è concentrato in una parte e quella parte è piena di gente accusata di ogni genere di violento perseguimento di interessi personali, non si scappa. L'interpretazione è chiara come se avesse fatto i nomi.
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Maroni: ".. si deve andare a.."Estrarre le frasi dal contesto e citarle è sempre una pratica dubbia. Un titolo di giornale lo deve fare spesso. Ma un titolo di giornale ripreso da un motore che aggrega titoli di giornali citati da blog puó riservare qualche ulteriore dubbio. È successo a una frase del ministro Maroni, ripresa in un titolo del Corriere della sera che è stato citato da tanti blogger da finire in prima pagina su Blogbabel. La sua frase era diventata: "Se cade la maggioranza scelta dagli italiani si deve andare a...".
Proprio così. Frase tronca. E i lettori a domandarsi: "... affanbrodo"? "...a casa"? "...a Lourdes?" Categorie: Blog
Tirekickers.comNot even The Onion could have made this one up: a new company called Shopkick will drive points-hunting people with nothing better to do in life into your offline retail stores, and get in the way of those who have a life and money and go there only when they need to do some shopping. Kinda like Flooz, or Beenz in Europe, but in the real world. And “2.0″. Gotta love the “New Economy”. TweetCategorie: Blog
il Facebook PhoneIn tutto sto casino contro l’accordo Google-Verizon, ci si scorda che tutto ciò è un segno di debolezza da parte di Google. Non tanto tempo fa non si pensava che Google avrebbe lanciato addirittura una propria compagnia telefonica? Poi, il flop del Nexus One deve averli piegati a più miti consigli, e a comportarsi come una Apple qualunque, che con gli operatori fa accordi (anche se Apple non in violazione della net neutrality, va detto). Tra l’altro, cosa succederà il giorno in cui Facebook dovesse lanciare il prorio Facebook phone e vendere con gli operatori abbonamenti a 10 Euro al mese per l’accesso a Facebook e basta? E’ solo una mia impressione, o Google è, dei tre grandi (FAG, Facebook, Apple, Google), quello messo nettamente peggio per quanto riguarda Internet in mobilità? TweetCategorie: Blog
Yahoo di Sant'AntonioSecondo vecchie osservazioni, epoca bolla dot.com, il boom di inserzioni su Yahoo era dovuto alle dot.com che si facevano pubblicità e così facendo aumentavano il valore di Yahoo che a sua volta motivava i folli multipli che inflazionavano il prezzo delle azioni delle dot.com. Un elaborata catena di Sant'Antonio. Ora, qualche analista vede lo stesso rischio nell'iAd, usato per pubblicizzare apps...
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