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Luca De BiaseAn Italian journalist writes about perspective, a notion that Italy sort of invented and then forgot. Because the future is the consequence of what we do today. Subjects: knowledge economy and happiness, social media and information ecology, value and vision. RSS
Updated: 45 min 38 sec ago La privacy non è il motivo della legge anti-intercettazioniSe il governo italiano fosse molto interessato alla privacy, l'Italia sarebbe tra i paesi che richiedono regole più stringenti alle aziende che raccolgono in rete dati sulle abitudini e le opinioni delle persone. Invece, l'Italia non è in cima alla classifica dei paesi europei più attenti a salvaguardare la privacy dei cittadini nei confronti delle aziende, anzi, è proprio tra gli ultimi: la tabella è su wsj.
Eppure dicono che la legge contro le intercettazioni è intesa a salvaguardare la privacy dei cittadini. Categorie: Blog
Innovazione nei costi della pubblicità onlineIl Wsj vede un aumento significativo del fatturato pubblicitario dei siti dei giornali americani. Anche se non basta a coprire le perdite della pubblicità cartacea. Ma in questo fenomeno ci sono anche i motivi per aprire un dibattito sulle metriche che motivano i costi pubblicitari online.
Secondo ComScore, il Cpm (costo per mille pagine viste) è una misura abbastanza disordinata. Nei giornali il Cpm in America, in aprile, era 6,99 dollari, nei portali 2,60 e nei social network 56 centesimi. Nello stesso tempo le pagine viste dei giornali erano 8,5 miliardi, nei portali erano 69,7 miliardi e nei social network 98 miliardi. Il fatturato era rispettivamente di 59,4 milioni di dollari, di 181 milioni e di 54,7 milioni. Perché un mercato dovrebbe accettare queste differenze di prezzo e performance? Probabilmente occorre un'unità di misura più coerente e omogenea. Il tempo per utente potrebbe andare meglio? Categorie: Blog
Telecom meno TelefonicaNon è successo nulla. Ma le premesse per una liberazione strategica della Telecom Italia ci sono. Con la riuscita acquisizione di Vivo, operatore mobile brasiliano, da parte di Telefonica, le relazioni tra la compagnia spagnola e l'ex monopolista italiano sono paradossalmente più facili. Non essendo riuscita a prendere il controllo della compagnia italiana, non avendoci provato neppure troppo e non avendo più molto da volere su Tim Brazil, potrebbe cominciare a sciogliere i vincoli che aveva posto alla strategia della Telecom Italia.
Certo, non è ancora successo nulla e non succederà facilmente. Telefonica ha una quota importante della Telco che controlla Telecom Italia. E sostituirla non sarà facile. Ma forse porrà meno veti all'innovazione strategica della compagnia italiana. Categorie: Blog
Teoria e pratica del cambiamentoLa pratica del cambiamento è un'esperienza comune, specialmente in un periodo come il nostro. La teoria del cambiamento è questione molto più esoterica.
In generale le teorie del cambiamento sono passivamente orientate a interpretare i mutamenti storici avvenuti. E solo in qualche caso ne traggono indicazioni previsive o normative. La regola è contenuta nella famosa definizione della scienza economica proposta a suo tempo dall'Economist: "L'economia è la scienza che studia perché le sue previsioni non si sono avverate". Le teorie dei generatori di cambiamento tendono a qualificarsi attualmente come pensieri che accompagnano la pratica del cambiamento in modo da - teoricamente - indirizzarlo: 1. Stabilire una visione, uno strumento preciso per realizzarla, scegliere un obiettivo misurabile, formulare un programma a tappe 2. Nello scegliere una visione occorre avere qualcosa su cui scommettere con decisione. Spesso questo viene dall'identificazione di un cambiamento esponenziale colto all'inizio. E provoca la convinzione che si possa innescare un elemento incentivante che attivi o rimuova i freni a un cambiamento esponenziale dal quale trarre vantaggio. 3. In generale, nelle reti, vale la regola secondo la quale più persone sono coinvolte e più sono elevate le probabilità che il progetto funzioni. E' dunque l'epoca del cambiamento collaborativo, nel quale i vantaggi e il lavoro sono condivisi. Categorie: Blog
Articolo 1, comma 29: non avere pauraIl comma 29 per come è scritto sembra dire che qualunque sito è soggetto all'obbligo di rettifica e rischia una multa molto salata se non ottempera in 48 ore. (Fatto)
Io dico che i blog sono fatti apposta per rendere facilissime le rettifiche. Chi le vuole le mette nei commenti. Se non lo fa subito da solo vuol dire che non ha interesse a un'immediata rettifica della notizia. Se non ha quell'interesse e non lo dimostra, non può pretendere che ce l'abbia il blogger. (Che ne dici Guido?) In ogni caso, queste norme (o minacce di norme) non devono mettere paura alla gente che usa la rete onestamente. Se lo scopo di quelle norme (o minacce di norme) è quello non devono realizzarlo. (Che ne pensate joiyce, stopthecensure, ilmiopaesealtrove, ilviagradellamente?) Categorie: Blog
Le scorie radioattive italiane non andranno nello UtahBizzarra notizia Ap su AbcNews. Lo Utah ha deciso che non farà più domanda per importare 20mila tonnellate di scorie radioattive dall'Italia.
Ok. Abbiamo capito che il deserto dello Utah non vuole più essere una pattumiera nucleare del mondo. Non sapevamo, però, che nei costi del nucleare italiano era compreso, ipoteticamente, anche il trasporto di 20mila tonnellate di materiale radioattivo nello Utah. Gli esperti probabilmente non si stupiranno quanto me. Ma i costi del nucleare saranno mai trasparenti? Categorie: Blog
Un'occasione persa per il retroscenismoJohn Hooper, Guardian, nota che in Italia si è persa un'occasione per il retroscenismo (è una notizia del tipo uomo morde cane). Si riferisce al fatto che Panorama ha attaccato duramente il Vaticano e che nessuno ha messo in relazione quel servizio del settimanale con la strategia politica del suo proprietario.
In altre occasioni si sarebbe vista una quantità di commenti sul perché di quell'attacco, ecc ecc. Ma questa volta, dice Hooper, no. Perché? C'è probabilmente un retroscena da rivelare... Categorie: Blog
Mon QuotidienMon Quotidien è un giornale francese che ha lo scopo di servire i ragazzini che non vogliono (o che sono consigliati a non volere) vivere soltanto con l'informazione che viene dalla tv e da internet. Naturalmente non ha un granché di sito...
(in una precedente versione si diceva che era appena nato, ma era un errore) Categorie: Blog
Fenomenologia della critica di WikileaksAccennava Marco (nei commenti a un post precedente) all'opinione secondo cui su Wikileaks vengono fuori informazioni che indeboliscono i paesi democratici nella loro guerra contro i paesi autoritari. Nel frattempo è saltata fuori una delle più grandi fughe di documenti segreti della storia: e tra gli americani alcuni hanno detto che Wikileaks indebolisce la posizione delle democrazie occidentali in Afghanistan.
Non è molto diverso dai tempi della guerra del Vietnam, quando i documenti segreti del Pentagono uscivano su Washington Post e New York Times. Salvo per un punto: gli occidentali non sono più tanto sicuri che questi documenti debbano venire fuori e tra loro si stanno insinuando i sostenitori dell'idea secondo la quale c'è fin troppa libertà di stampa. Si ha l'impressione che se ci sono regole democratiche sul modo in cui una democrazia fa la guerra e se quelle regole sono disattese, è bene che il fatto venga fuori. Questo può indebolire la (già debole) posizione militare, ma rafforza la democrazia: alla lunga, paradossalmente, rafforzando la democrazia, rafforza il senso e la motivazione della guerra, dunque potrebbe addirittura favorire la vittoria. (Ah: si scopre che devo scrivere intorno a questi argomenti sul giornale per domani... Vista la complessità del soggetto, i suggerimenti e i commenti sono molto ben accetti). Categorie: Blog
Sostiene Mafe"Se sei umile, sociopatica e paziente e cerchi un lavoro a Milano (da ottobre) mandami un dm".
"La mia definizione di community manager è molto semplice: è la voce dell'azienda all'esterno e la voce dei clienti all'interno" (Connie Bensen) "Il marketing dell'ascolto. E' la sua semplicità che lo rende, per alcuni, impraticabile". "Se non c'è alcun modo di far sì che i tuoi obiettivi coincidano con quelli dei tuoi utenti, lascia perdere". E poi c'è un sacco da sapere: tipo che c'è una direttiva europea che vieta alle aziende di fingersi clienti disinteressati che parlano di un prodotto... Mafe De Baggis, World Wide We, Apogeo. Categorie: Blog
Il valore del passaparolaSul McKinsey Quarterly, un saggio di razionalità per capire il valore del brand di un'azienda in base ai messaggi trasmessi per passaparola.
Il valore del brand in base ai messaggi trasmetti per passaparola è funzione del numero di messaggi più il loro impatto. L'impatto è tanto maggiore quanto più: 1. il network è compatto (non disperso); 2. i messaggi sono rilevanti (influiscono direttamente sulle decisioni di acquisto); 3. il mittente è influente; 4. il messaggio riguarda un'esperienza diretta (non è un "sentito dire"). Meglio pochi messaggi ma di grande impatto che molti messaggi di poco impatto, dicono alla McKinsey. Categorie: Blog
Cervello - CarrAvevo scritto un lunghissimo post sul libro di Nicholas Carr dedicato agli effetti cognitivi negativi dell'uso di internet. Avevo riportato i principali punti in discussione, le risposte di Steven Berlin Johnson e l'intervista di Open Culture. Aggiungevo qualche punto di vista in più sostanzialmente critico. Un problema tecnico alla connessione ha impedito la pubblicazione. Il post si è perso. Anche perché non avevo salvato, a causa di un atteggiamento superficialmente fideistico nei confronti della tecnologia. Carr non ha ragione, ma forse non ha nemmeno torto.
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Ritrovando Rising VoicesMarta Mainieri sottolinea giustamente l'importanza di iniziative come Rising Voices, lanciata da Global Voices per migliorare l'accesso attivo di popolazioni "sottorappresentate" al sistema dei media. Questa segnalazione fa parte della serie di suggestioni utili per Ahref.
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Per chi ha ancora voglia di parlare ai politiciChi ha ancora voglia di parlare ai politici e pensa che facendolo si possa ottenere un po' di buon senso sulla legge "bavaglio" e le norme restrittive che riguardano potenzialmente anche i blog, puó dare un'occhiata alla lettera aperta di Valigia Blu.
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La coda mozzaScrive Alberto Carnevale Maffè, su Link, che l'effetto "coda lunga" tradotto in redditività dei contenuti si trasforma in un effetto "coda mozza". I contenuti di larghissima audience e i contenuti di estrema nicchia hanno più possibilità di guadagnare di quanta ne abbiano i contenuti che stanno nel mezzo.
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La ricostruzione di TangentopoliMani Pulite aveva limitato e in parte abbattuto Tangentopoli. Gli ultimi 17 anni di politica sembrano una lenta ma sempre più decisa ricostruzione. Adesso salta fuori che per indagare con le intercettazioni in merito a possibili reati di corruzione ci saranno altre difficoltà.
Esiste purtroppo un ceto "imprenditoriale" che considera la corruzione normale o per lo meno accettabile, in cambio di lavoro. E invece è una pratica profondamente ingiusta e inefficiente, che mette in difficoltà le imprese corrette e favorisce quelle che accantonano fondi neri e competono a suon di mazzette. Inoltre, apre la strada alle mafie mentre riduce gli incentivi all'innovazione. Non c'è nessuna giustificazione per chi vuole ricostruire Tangentopoli. Nessuna. Non è una faccenda solo italiana. Ma l'Italia non sta facendo abbastanza per liberarsi da questa imbecillità. Qui c'è un discorso di un grandissimo combattente contro la corruzione, Peter Eigen (Transparency.org): Categorie: Blog
EsperienzaUna tv diversa è possibile. Tre giorni pieni di lavoro con il gruppo eccellente di Gregorio Paolini per realizzare un esperimento di trasmissione con camere, luci e ambientazione da cinema. Una narrazione spettacolare, una ricerca pienamente consapevole della modestia che di deve coltivare di fronte allo sviluppo della conoscenza. Un tentativo chiaramente "successivo" alla divulgazione scientifica. Per parlare dell'innovazione non si poteva che innovare.
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Scoble entusiasta di FlipboardRobert Scoble è entusiasta di Flipboard, una nuova app che fa vedere il contenuto proveniente da Twitter, Facebook, feed di giornali e altro, nella forma di un magazine che si sfoglia e si aggiorna continuamente.
Il design del magazine si dimostra molto attraente. E' come se trasformasse contenuti piuttosto semplici in qualcosa di elaborato e critico. Una storia di user interface che si riprogetta per contenuti del tutto nuovi e per modalità produttive del tutto rinnovate. In crisi non è l'utilità e la bellezza della forma del magazine. Categorie: Blog
Bavaglio di principioSe la legge bavaglio verrà approvata con le modifiche introdotte ieri sarà un po' meno penalizzante per la magistratura, ma non modificherà un principio: che i giornalisti e i giornali possono essere ritenuti colpevoli nel caso che pubblichino un documento rilevante per la cronaca ma non ancora uscito dalle maglie introdotte dalla nuova legge.
Il principio in America è diverso: e garantisce molto di più la libertà di stampa. Il giornale ha diritto di pubblicare. Se il documento è uscito illegalmente sarà colpevole chi lo ha fatto uscire non il giornale che lo ha pubblicato. Nonostante la crisi dell'editoria, probabilmente nelle aziende editoriali continuerà a crescere il costo del lavoro di una categoria professionale: gli avvocati. Categorie: Blog
ItalyLeaks: la luce dell'ombraMettiamo in chiaro le proporzioni. La maggioranza degli italiani ottiene notizie solo dal Tg, dice il Censis. Significa che le notizie che si trovano sui giornali e su internet sono note a una minoranza di italiani. Anche perché una buona metà degli italiani non legge e non scrive. La visione della realtà più diffusa è data dalla televisione. Sia a livello di fatti, sia a livello di interpretazioni dei fatti.
In questo contesto, non è assurdo che qualcuno pensi che quello che viene fuori in rete attraverso Wikileaks sia destinato a restare vagamente clandestino. Il risultato si potrebbe ribaltare contando sul passaparola della rete e il passaparola fisico tradizionale, cui si potrebbe aggiungere nei fatti l'alleanza dei giornali più lungimiranti. Si può essere contenti dell'arretramento del bavaglio. Ma non del fatto che un problema in più per pubblicare le notizie comunque ci sarà. Occorre prendere le misure del problema: non è possibile che le notizie più complesse e più importanti per farsi un'idea siano poco diffuse o semiclandestine. Ma paradossalmente proprio l'esorbitante potenza della tv generalista potrebbe finire col creare le condizioni di una strutturale alleanza tra gli altri media. Cui si potrebbe aggiungere una forma di alimentazione del passaparola tra coloro che a quei media non accedono o non possono accedere se tra il territorio e la rete si trovassero nuove connessioni. ps. La segnalazione su ItalyLeaks è stata rilanciata da blogger attenti come Ppr, Dario, Alessandro, Delbo. E commentata da Guido Scorza. (Nei commenti anche alcune valutazioni controverse su Wikileaks che meriterebbero un'ulteriore discussione). Categorie: Blog
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