Manteblog di Massimo Mantellini

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il weblog di Massimo Mantellini
Updated: 2 min 34 sec ago

Camera con vista

Mer, 2010-08-04 08:50

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La tecnologia è un GPS

Sab, 2010-07-31 07:36

I navigatori satellitari sono una perfetta metafora della tecnologia. Affascinano: tirano fili invisibili che uniscono pezzi di ferro in orbita sopra le nostre teste e ci scovano a terra con la precisione di un cecchino. Sanno un sacco di cose, conoscono viuzze sperdute in Lapponia, sono pieni di certezze. Ieri per esempio il GPS dell’auto a noleggio che stiamo utilizzando in questi giorni in Scozia (un Garmin di ultima generazione) ha trasformato le sue troppe certezze in un perfetto racconto della fragilità della tecnologia. Ci ha portato a zonzo per le highlands mostrandoci luoghi bellissimi (la casualità applicata alla tecnologia) poi, nel tentativo di condurci al luogo di destinazione (la bellissima cattedrale di Dunkeld nel Perthshire), voleva convincerci a percorrere una strada privata (chiusa da un cancello e riservata ai residenti) in cima all’altopiano. Abbiamo gentilmente declinato e siamo arrivati a Dunkeld con mezzi di fortuna (leggi i rari cartelli stradali della zona). Abbiamo lasciato il navigatore acceso, quasi per divertimento, immaginando un suo crescente risentimento nei confronti delle nostre traiettorie (sarebbe bello che i navigatori ad un certo punto si stizzissero) e lui, anche alle porte del paese, a destinazione ormai raggiunta, ha continuato a suggerirci di fare inversione ad U per raggiungere quella strada sterrata a dieci miglia di distanza. Prima di entrare nella cattedrale Alessandra è entrata nel negozietto del paese. “Dove vai? - le ho chiesto. “Aspettatemi qui, compro una carta stradale della Scozia e torno”.

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Da Rod Laver a Nadal

Sab, 2010-07-31 06:13

Leggo di una rissa all’Apple Store di Carugate scatenata dall’esaurimento delle scorte di iPhone 4. Considero il passaggio ad Android.

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Brand new

Ven, 2010-07-30 05:22

Nel frattempo e’ uscito il nuovo Kindle.

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Come hai detto che ti chiami?

Mer, 2010-07-28 18:46

Gira in rete un file torrent da 2,8 Giga che contiene dati Facebook di 100 milioni di persone, circa 1/5 del numero complessivo degli iscritti, quelli che, per scelta o ignoranza, non hanno protetto i propri profili dalle ricerche dei motori.

(via Luca de Biase su Twitter)

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Repliche

Mer, 2010-07-28 17:56


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Senatore Amedeo 404

Mer, 2010-07-28 14:01




Quando ieri ho letto da qualche parte la ferma presa di posizione dell’On. Amedeo Ciccanti dell’UDC sull’obbligo di rettifica per i blogger (una dichiarazione di cui oggi parlano in molti ma che potrebbe essere archiviata nella sezione vaporware) ho fatto un salto a vedere il suo sito web. E da ieri non riesco piu’ ad allontanarmici. E’ un sito fenomenale, si apre in alto a sinistra con due dei rari link funzionanti, quello al “vangelo del giorno” e quello al “santo del giorno”. Poi cliccando nella traiettoria ellittica che include il logo dell’UDC, quello della UE e quello del tricolore in forma di stivale si accede alle sottosezioni del sito. Le sezioni generali (politica estera, Ispirazione europea, Politica Nazionale, Federalismo fiscale ecc) ci dicono che non siamo autorizzati a vedere questa risorsa, qualche volta sono vuote, altre volte sono inaccessibili ma compare uno script che ce le fa consultare (si tratta in genere di copia-incolla da siti istituzionali, per esempio l’articolo di Amedeo Ciccanti sull’OCSE e’ il copia incolla di una pagina del sito del Ministro degli Esteri). Tornando all’header la “biografia” è inattiva, le “attività” rimandano alla pagina di Ciccanti sul sito della Camera, “l’agenda” degli impegni del Senatore (una delle mie preferite) apre una agenda annuale completamente vuota. La “rassegna stampa” ci dice che non siamo autorizzati a vederla, la “galleria fotografica” contiene 4 foto scattate nel 2003 (in una si riconosce Fini, in altre la triade sindacale), la pagina dei “contatti” segnala un numero di telefono della segreteria di Ascoli Piceno. Altra sezione piuttosto interessante quella “La Stampa” che apre un menu a cascata con undici link annuali dal 1996 al 2010 tutti non funzionanti. Alla newsletter non ho osato iscrivermi. L’unica sezione abitata del sito è il diario (una versione di WP a se stante) discretamente aggiornato, dove l’Onorevole in un post di ieri ha scritto il famoso pensiero che lo ha fatto diventare celebre:

“Non capisco perchè nel nuovo testo della legge sulle intercettazioni i blogger debbano avere una zona franca penale e non debbano, invece, soggiacere come tutti gli altri operatori dell’informazione alle stesse regole di salvaguardia della tutela della privacy”



Appena avrò abbastanza confidenza con la presenza web di Amedeo Ciccanti e mi sarà calata l’infatuazione per il suo sito web forse riuscirò perfino a scrivergli che “zona franca penale” con l’obbligo di rettifica non c’entra assolutamente nulla.

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Navigare da Kindle

Mer, 2010-07-28 08:59




Ad Amazon devono aver fatto un po’ di confusione fra differenti versioni del software di Kindle2. Sta di fatto che da qualche giorno alcuni utenti (come me e Luca Sofri per esempio) hanno una versione del firmware che consente di navigare sul web senza le limitazioni fino ad oggi previste dalla versione Internazionale mentre altri sono in differenti condizioni.

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Cessata attività anch’io

Mar, 2010-07-27 15:03




Mi sono segnato questi marchi:

OMSA
GOLDEN LADY
PHILIPPE MARTIGNON
SISI
FILODORO

Devo ricordarmi di consigliare a tutti di non acquistare nessuno dei loro prodotti in futuro e per sempre.

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L’ultima pensata di Steve

Mar, 2010-07-27 14:36




Ad Apple qualcuno deve essersi accorto che Magic Mouse consuma una iradiddio di pile. E ci hanno messo una pezza con un prodotto innovativo.

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La Scozia delle folle

Mar, 2010-07-27 09:50

Da dopodomani ci trasferiamo per una decina di giorni in Scozia. Se avete qualche link a posti carini dove andare, dove dormire o mangiare sono i benvenuti.

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Finanziamenti pubblici

Lun, 2010-07-26 19:30

Qualche giorno fa Peter Gomez ha scritto che le visite al sito web de Il Fatto Quotidiano, ad un mese dalla sua tribolata apertura, vanno molto bene (160.000 visitatori unici al giorno e un milione di pagine viste). Dice che alcune cose ancora non funzionano e che in ogni caso sarà necessario stipendiare nuove collaborazioni. Poi Gomez si avviluppa un po’ fra finanziamenti dei lettori e introiti derivanti dalla pubblicità (dice che all’inizio questi ultimi “saranno bassi” e con numeri del genere boh) ed è un peccato che le idee siano cosi’ confuse (compreso il pippone sul lettore che decide come si fa il giornale) visto che forse Il Fatto potrebbe essere uno dei pochi esperimenti italiani sul web nel quali il finanziamento attivo dei lettori (via paypal o quel che volete) avrebbe qualche chance di funzionare.

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Non siamo stati noi

Lun, 2010-07-26 18:52

Wikileaks in questo momento è down per troppi accessi. Ma possiamo stare tranquilli: non e’ colpa dei siti editoriali giornalistici italiani. Nessuno dei tre articoli (niente link verso di voi, furboni) che i tre maggiori siti web informativi italiani dedicano oggi alla gigantesca inchiesta che Wikileaks ha pubblicato questa notte in contemporanea (e con molte fenomenali sinergie) con il NewYork Times, il Guardian e Der Spiegel, contiene un link al sito islandese dai cui è partito tutto. Consoliamoci vedendo che NYT, Guardian e Spiegel nelle proprie inchieste linkano con grande evidenza il lavoro degli altri due “concorrenti” ed anche ovviamente Wikileaks stesso. Per gli editori italiani invece, un’altra, l’ennesima occasione persa.

p.s. quasi commovente sul pezzo di Repubblica (niente link, furboni) l’indice dei link a fondo pagina (idea mutuata da una boutade di Nicholas Carr) con un solo link ad un altro pezzo di Repubblica sul tema.

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Photoshoppami questo

Dom, 2010-07-25 20:15

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Anteprima Punto Informatico

Dom, 2010-07-25 15:40

Contrappunti su Punto Informatico di domani.

***

Non ci sono troppe ragioni per stupirsi riguardo alle vicende dei giorni scorsi in Commissione Giustizia, dove gli emendamenti di alcuni parlamentari di entrambi gli schieramenti che chiedevano fosse rivisto l’obbligo di rettifica per i blogger, tema gia molte volte dibattuto sia in rete che fuori che Punto Informatico segue con attenzione da sempre. Ignoro le ragioni per cui Giulia Bongiorno, presidente della Commissione, abbia deciso di ritenere inammissibili le richieste, apparentemente di assoluto buonsenso, di Roberto Cassinelli (PDL) e di Roberto Zaccaria (PD), quello che però mi pare abbastanza evidente è che i toni di commento della vicenda sono piuttosto fuori dalla righe.

Detesto fare l’avvocato del diavolo ma a margine di un articolo di legge scemo e un po’ intimidatorio, per altro scemo e intimidatorio meno di altri che abbiamo dovuto registrare in questi anni, Michele Meta capogruppo in Commissione Telecomunicazioni per il PD, ha dichiarato che tale articolo “rischia di determinare un freno insopportabile alla libertà di espressione e alla creatività di migliaia di blogger. Vista l’immediata e gratuita fruibilità di internet, i blog fanno del web una ‘piazza virtuale’ aperta, di confronto e arricchimento collettivo, sfidando spesso i grandi media pieni di risorse, sulla qualità e obiettività dell’informazione”.

Una dichiarazione un po’ sopra le righe specie se a proporcela è il rappresentante di un partito che in questi anni è stato lui, per primo, “freno insopportabile” allo sviluppo delle reti in Italia in numerose note occasioni. Fu per esempio una legge del centro-sinistra nel 2001 a generare la prima dolosa confusione fra pagine web e siti editoriali, piccola bomba semantica capace, come si vede, di creare concreti disastri anche a distanza di un decennio.

Ad occhio e croce il 90% della discesa in campo di questi giorni da parte della politica contro l’obbligo di rettifica per i blog è del tipo ben interpretato dalla dichiarazione del PD: propaganda antigovernativa con il vestitino della festa su un tema di cui, tranne in rari casi, non interessa niente a nessuno. Del resto raccontare se stessi come gli indomiti cavalieri della libertà è sempre uno sport discretamente apprezzato a tute le latitudini.

Anche il punto di vista di Antonio di Pietro in quanto a toni non scherza: “’la Rete è uno degli ultimi rifugi delle voci libere e della libera informazione. Consapevoli dell’importanza rappresentata dal web continueremo la nostra battaglia contro il ddl bavaglio e, in particolare, contro l’obbligo per i blogger a pubblicare la rettifica entro 48 ore. E’ una battaglia in difesa della democrazia e della giustizia che porteremo avanti senza se e senza ma”.
La differenza concreta fra questi due differenti sprechi di aggettivi e frasi fatte è che il leader dell’IDV, blogger egli stesso, ha almeno avuto in questi anni comportamenti conseguenti su simili temi, pur partendo lui stesso da posizioni semplificate e populiste, figlie di quella interpretazione ideologica della rete che va da Beppe Grillo a Casaleggio (o viceversa).

Fra il disinteresse dei più e la strumentalizzazione di qualcuno la terza via per incidere sulla solita tendenza italiana a legiferare “contro” Internet è ancora una volta quella della mobilitazione dal basso. Guido Scorza ha preparato una lettera aperta a Giulia Bongiorno che molti utenti della rete stanno sottoscrivendo in queste ore. Sono quindici anni che firmiamo petizioni in rete, spesso su temi molto importanti: l’unica sensibile differenza fra le petizioni di oggi e quelle di qualche anno fa è che oggi i primi firmatari sono talvolta persone che hanno più facile accesso ai mezzi di informazione di massa. Così le stesse campagne che un decennio fa generavano migliaia di firme in rete e un silenzio assoluto fuori dalla rete oggi hanno la capacità di uscire occasionalmente da Internet per raggiungere le pagine dei quotidiani e magari provocare qualche flebile reazione politica o una innocua interrogazione parlamentare.

La grande debolezza di simili strumenti di opposizione come è noto è che si tratta di presidi a costo zero, il cui valore in termini di “mobilitazione politica” è estremamente basso. I numeri stessi sono poi facilmente adulterabili e la somma di queste due caratteristiche trasforma la rete in una sorta di suk della politica dove chiunque può teoricamente costruire facile consenso su qualsiasi tema.

E allora come se ne esce? La risposta è contemporaneamente semplice e complicatissima: le grandi masse di utenti della rete offese dall’orribile legiferare contro la rete dovrebbero semplicemente mandare in Parlamento propri rappresentanti che conoscano ed apprezzino Internet. Ce ne sono moltissimi in ogni schieramento e potrei perfino iniziare qui di seguito un folto elenco nome per nome. Solo mandando a casa Giulia Bongiorno e la foltissima schiera di illetterati digitali che abitano il nostro Parlamento si incide su una questione che in Italia è ormai da anni declinata nell’unica sterile contrapposizione fra una politica che ignora Internet ed una massa sempre più ampia di utenti di Internet che si indignano a colpi di click.

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Reputazione online

Ven, 2010-07-23 20:11




Tratto dalla (bellissima) inchiesta Top Secret America di Dana Priest e William M.Arkin del Washington Post (che ha anche un sito web dedicato) che Internazionale ha tradotto nel numero in edicola:

“Nel settembre del 2009 la General Dynamics ha ottenuto un appalto di dieci milioni di dollari dall’unità psicologica dell’esercito per creare siti web che influenzino le opinioni degli stranieri sulla politica degli Stati Uniti.”

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Me ne incarti zero

Ven, 2010-07-23 19:20




Secondo Ispazio i prezzi di iPhone4 Tim che verranno ufficializzati i prossimi giorni saranno 659 euro (16gb) e 779 euro (32 gb). Non oso pensare quanto costeranno i prossimi modelli con l’antenna funzionante.

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404

Ven, 2010-07-23 16:06




(via vitzbank su FF)

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Vodafone ragiona

Ven, 2010-07-23 07:24




Ieri Vodafone ha dimezzato le sue tariffe mensili per iPad rendendole ragionevoli. Ora se fossero molto svegli proporrebbero (loro e tutti gli altri) una tariffa unica per il traffico dati mensile in mobilità che comprenda device differenti. Come scrive anche Stefano molto intelligente e sacrosanta l’opzione secondo la quale allo scadere della quota dati compresa dall’offerta l’operatore preveda una banda minima che consenta 1) di non essere isolati 2) di non essere buggerati da subentranti tariffe capestro.

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Milano, oggi

Gio, 2010-07-22 20:32

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