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Manteblog di Massimo MantelliniFratelli di sangueMentre nel mondo giornalistico si inizia a respirare aria di compiaciuta smobilitazione per lo scampato pericolo in seguito gli emendamenti alla cosiddetta Legge Bavaglio oggi è accaduto che la Commissione Giustizia abbia invece bocciato gli emendamenti che chiedevano di differenziare i blog dai giornali in relazione agli obblighi di rettifica sul web. Ricordo che su questo tema c’è stata anche una recente colorita presa di posizione del PD. Visto che i giornalisti chiesero a gran voce a suo tempo la mobilitazione della blogosfera al loro fianco contro il decreto Intercettazioni ora mi aspetto che ci sia spazio per un’altra inedita virtuosa sinergia. I blogger lanceranno alte grida al cielo contro l’obbligo di rettifica e i giornalisti compatti scenderanno in strada al loro fianco. Per ora, stranamente, la notizia è stata presa con un po’ di svagata leggerezza (Repubblica le dedica una riga e mezzo, il Corriere zero righe, La Stampa mezza riga). Categorie: Blog
FuochinoParrebbe di capire che il prezzo della strana proposta multipiattaforma che Repubblica si appresta a proporre assieme a Vodafone per l’accesso alla versione digitale del quotidiano da web, iPhone, iPad, sia di 3,5 euro a settimana. Che e’ un prezzo ancora troppo elevato ma per lo meno non completamente assurdo. Categorie: Blog
Zebra2, Zebra2 mi ricevi?Le strane telefonate fra Roberto Formigoni ed Arcangelo Martino MARTINO Sì
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Quei bravi ragazziIn un articolo sul Corriere di oggi Marco Pappagallo ci informa del fatto che Bayer ha deciso di ridurre di 2/3 il prezzo del suo farmaco contro le disfunzioni erettili per due ragioni: perché sono preoccupati che la gente compri su Internet pillole contraffatte pericolose per la salute e perché temono gli errori di dosaggio legati all’alto costo. E non siamo nemmeno sotto Natale. Categorie: Blog
97,4% of all statistics are falseAmazon ha annunciato che negli ultimi tempo ha venduto più libri elettronici che non libri cartacei a copertina rigida. C’è incertezza ed apprensione per le vendite dei cartacei semirigidi. Categorie: Blog
Selezione naturaleDa alcuni calcoli un po’ avventurosi fatti dal Guardian il sito web del Times di Londra da quando e’ passato a pagamento avrebbe perso almeno il 90% dei lettori. Categorie: Blog
Va dove ti porta il manteFra le letture di oggi sono indeciso se consigliarvi il bel pezzo di Leonardo (sul suo blog sul sito de L’Unità) sugli abusi satanici rituali, o l’altrettanto bel pezzo di Gipi su Il Post in cui racconta del suo dipingere su iPad. Vedete voi. Categorie: Blog
Tre pilastri per InternetJuan Carlos De Martin in un bel pezzo sul La Stampa di oggi propone le 150 ore per Internet: Il secondo pilastro è abbattere le barriere culturali ed economiche che privano di computer e di accesso a Internet una larga parte della popolazione, in particolare - come si evince dai dati Istat 2009 - le famiglie di lavoratori non qualificati e chi abita fuori dai centri urbani. Occorre, da una parte, far capire, con una sorta di «150 ore» del XXI secolo, quale risorsa possa rappresentare - per sé, per la propria attività e per i propri figli - un computer connesso a Internet in casa propria e, dall’altra, intervenire con incentivi economici efficaci per sostenere l’acquisto del computer e dell’accesso alla rete. Categorie: Blog
Milano a piè di foto
Venti fotografi, non milanesi, che un giorno hanno preso un’immagine di Milano. Venti scrittori, milanesi per nascita o per adozione, che un giorno hanno ricevuto una fotografia, e la richiesta di scriverci sopra qualcosa, qualsiasi cosa. Categorie: Blog
Avanti un altro“Carlo Giuliani e’ un eroe ragazzino”. Con questa poetica apologia della legalità‘ Nichi Vendola si candida con forza alla leadership di un grande partito riformista. Quello del suo condominio. Update 22/7: nei commenti Andrea segnala la smentita di Vendola Categorie: Blog
Anteprima Punto InformaticoContrappunti su Punto Informatico di domani. *** La domanda della settimana è questa: siamo sicuri che sia sana una discussione mondiale e amplissima sulla antenna di un telefono cellulare? E’ un dubbio che forse dovrebbe sfiorarci ad osservare la grandissima eco che la vicenda del difetto di progettazione dell’atteso ultimo iPhone4 ha ottenuto, non solo in rete, non solo sulla stampa tecnologica, ma sulle pagine di qualsiasi quotidiano e settimanale. Il destino della comunicazione Apple sembra del resto questo: trasformarsi da necessario veicolo informativo su un prodotto commerciale in fenomeno mediatico a sé stante e come tale esteso ben oltre la schiera degli affezionati e dei detrattori. Ma nonostante questa tendenza ben evidente c’è ugualmente qualcosa di malato che è possibile osservare a margine di eventi del genere? Certamente oggi Apple è l’unica azienda al mondo in grado di generare una attesa spasmodica e spontanea anche solo indicendo una conferenza stampa sul difetto di fabbricazione di un prodotto: se Toyota richiama decine di migliaia di autovetture (come è accaduto qualche tempo fa) per un grave problema di sicurezza l’unica pubblicità che i media sono in grado di restituirle è quella (a pagamento) degli annunci sui giornali con i numeri di serie dei modelli da riportare in officina e quella (gratuita) profondamente negativa della notizia dell’ammissione dei rischi corsi dai proprietari del modello tal dei tali. Questo accade di norma, invece con Apple la situazione segue traiettorie più complesse. Intanto la discussione dei difetti di fabbricazione si inserisce da subito dentro una contrapposizione fra marchi che Apple stessa coltiva da anni. Una quota significativa della annosa battaglia che ovunque in rete accalora le discussioni fra macchisti, utenti Windows e Linux, è il risultato, non so bene quanto apprezzabile, di una sottile, continua campagna denigratoria che Apple conduce da molti anni e che ha trovato negli ultimi anni imitazione anche da parte delle aziende concorrenti. Ne sono testimonianza recente le ubiquitarie pubblicità in video dove il giovane fascinoso utente Mac discute con l’imbranato obeso utente Windows: una generalizzazione forse divertente per i primi 20 secondi ma per il resto triviale e infantile come raramente accade nella comunicazione commerciale. Del resto lo stesso Steve Jobs ciclicamente canzona i prodotti della concorrenza durante le usuali messe laiche che lo vedono protagonista un paio di volte all’anno dal palco di San Francisco. Che si tratti di Windows, del Kindle di Amazon, dei netbook o degli smartphone con il ridicolo pennino, ogni battuta è buona per riaffermare la superiorità dei propri prodotti rispetto a quelli degli avversari. Ma se tutto questo certamente genera delle conseguenze nel clima generale, non spiega comunque come sia possibile che tutti i giornali del mondo si siano fiondati su una questione tecnica e barbosa come i presunti malfunzionamenti della antenna di un costoso telefono di ultima generazione come se si trattasse della notizia del nuovo flirt di Carla Bruni. Io non ho mai creduto che il famoso “basta che si parli di me” sia utile all’economia generale delle aziende e sono convinto che la messa in vendita di un prodotto costoso e in qualche misura malfunzionante sia comunque un danno per chiunque. Eppure Apple con la conferenza stampa di giovedì scorso ha tentato di trasformare un problema in una opportunità e lo ha fatto con l’abilità che la contraddistingue. Jobs ci ha raccontato che nessuno è perfetto, che il problema non esiste, che se invece esiste è un problema di tutti. Poi Apple ha raccontato per l’ennesima volta sé stessa, gli sforzi quotidiani per creare prodotti migliori, ed ha concluso con un sentito riconoscimento alla propria clientela (Amiamo i nostri clienti e facciamo tutto per deliziarli – ha detto Jobs) e con una serie di rassicurazioni sulla restituibilità degli iPhone4 di cui i clienti non fossero soddisfatti (questa ad onor del vero una caratteristica che differenzia da tempo, in maniera sensibile, Apple dai concorrenti). Ma nemmeno questo, neppure l’abilità di Apple di comunicare con convinzione anche nella difficoltà, spiega come mai le signore che prendono il caffè al bar sotto casa mia discutano di quel bel telefono che però “se lo impugni con la sinistra cade la linea”. È come se uno degli effetti del talento e anche della boria comunicativa di Apple sia stato quello di convincere i media della propria centralità. Non tanto dal punto di vista del prodotto in sé quanto da quello della notizia. Una centralità che certamente i volumi di vendita non le assegnerebbero. Apple, nella necessaria semplificazione dei media, da qualche tempo a questa parte fa notizia di per sé stessa e la fa a maggior ragione quando la comunicazione è di segno opposto rispetto a quella celebrante ed usuale. E’ una sorta di replica nel mainstream di quella polarizzazione che caratterizza molte delle discussioni online, dove qualsiasi conversazione si anima di nuovi contributi e nuove tensioni se in qualche misura Apple viene compresa al suo interno. Tutto sommato più che informazione forse si tratta di perturbazione. Categorie: Blog
Orizzonte mobile
(Banchisa padana, quarta settimana estate boreale, anno domini 2010) Categorie: Blog
The sound of silencePensavo stanotte che praticamente tutti i grandi figaccioni del giornalismo e del web che il destino mi ha portato a frequentare in questi ultimi dieci anni, potrebbero essere raccolti in una caratteristica tecnologica. Nessuno di costoro, che io mi ricordi, ha la suoneria del cellulare attiva. Rispondono al telefono (raramente per altro, i piu’ figaccioni non rispondono mai al massimobuttano un occhio ai messaggi sul BB) come se illuminati da un raggio divino che li avverte dall’alto. Così io questa mattina pensando alla suoneria del mio telefono che mi avverte con il suo solito fastidioso drin-drin dal profondo di una tasca dalla quale è sempre difficile disincastralo, mi sono svegliato puttosto inadeguato. Categorie: Blog
Cartoline dall’ItaliaIo sono contento quando le forze dell’ordine si dedicano animo e corpo ad indagini cosi’ ficcanti: CESENATICO - Spedivano cartoline della Riviera romagnola con frasi denigranti e diffamatorie alle forze dell’ordine. Una coppia di insospettabili coniugi incensurati, lui un forlivese di 36 anni, lei una riminese di 31, residenti a Cesenatico, sono stati denunciati dopo mesi d’indagini per diffamazione aggravata e oltraggio. Entrambi hanno ammesso le proprie responsabilità. Le cartoline venivano compilate con l’uso di un normografo e guanti per non lasciare le impronte. La perquisizione domiciliare ha permesso di trovare un elenco completo degli indirizzi a cui spedire le cartoline, oltre a numerosi ritagli di giornale su fatti di cronaca locale. Nelle frasi veniva sottolineata “l’inettitudine della polizia” e “la volontà in certi casi d’insabbiare”. In molte circostanze il contenuto faceva riferimento agli investigatori stessi, senza però farne il nome, ma fornendone particolari precisi, in servizio a Cesena, Forlì e al posto estivo di Cesenatico.
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Gobba? Quale gobba?
1/3 Ammore. Amiamo i nostri utenti (una cosa un po’ imbarazzante a metà fra Moccia ed i Baci Perugina). Per cui chi non e’ soddisfatto puo’ tranquillamente riportarci il telefono e sarà risarcito (ma la percentuale degli scontenti secondo Apple e’ molto bassa) 1/3 Trasparenza. Apple minimizza (e butta un po’ la questione dentro il ventilatore acceso coinvolgendo anche gli altri produttori) ma ammette il problema e dice che sta facendo il possibile per risolverlo. 1/3 ipermercato Coop. Invieranno gratuitamente a tutti i clienti un bumper (che elimina i difetti di ricezione) e rifonderanno chi lo avesse gia’ acquistato. Una scelta molto poco Apple, probabilmente dettata dal rischio di class action sul prodotto. Categorie: Blog
Lingua in boccaMi sentivo di sottoscrivere in toto questo post di Luca Sofri su una delle tante variabili italiane dove il potere sembra essere continuamente e pesantemente contaminato da sottoboschi impresentabili Questo è un paese in cui i ladri di polli accedono al potere e trafficano con i governatori e i giudici impomatati: e insieme architettano calunnie a base di “froci”. Un paese in cui il coordinatore nazionale del partito di maggioranza e di governo fa riunioni con i ladri di polli, e con lui il senatore bibliofilo.
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