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Manteblog di Massimo MantelliniCategoria amatori
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iSpioniApple’s new privacy policy contains a small new paragraph of big importance: it gives the company license to store “the real-time geographic location of your Apple computer or device” and share it with “partners and licensees.” As if we haven’t had enough privacy kerfuffles of late. Apple goes on to assure customers in the remainder of the new clause that location data is “collected anonymously in a form that does not personally identify you.” Still, there seems to be no effective method of opting out of the data storage and sharing, as you’ll need to agree to the new terms and conditions before downloading new apps or any media from the iTunes store
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Una Gelmini è per sempre“UFO: siamo soli?”.
p.s. ovviamente nella traccia d’esame originale sono riusciti a scrivere STAR TRECK Categorie: Blog
La rivolta dei soggetti terziLuca de Biase segnala questa perla legalese nelle avvertenze sul copyright sul sito della Fondazione Maxxi. Copyright I contenuti del sito - in qualsiasi forma - sono protetti ai sensi della normativa sul diritto d’autore. Ogni prodotto o società menzionati in questo sito sono marchi dei rispettivi proprietari o titolari e possono essere protetti da brevetti e/o copyright concessi o registrati dalle autorità preposte. Qualsiasi forma di link al presente sito, se inserita da soggetti terzi, non deve recare danno all’immagine ed alle attività del MAXXI.
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Nativi analogiciFederico Mello racconta sul Fatto la battaglia persa del segretario del PD con la tecnologia. A questo punto, il cronista chiede a Bersani di raccontare la sua esperienza sulla Rete e le tecnologie. “Sa navigare? Usa l’iPod, l’iPhone, ha una mail personale?”. Le risposte lasciano un po’ interdetti. “L’iPad non l’ho mai usato ma ammetto che è assolutamente interessante” (e fin qui è in buona compagnia). “Uso l’iPhone – aggiunge – ma solo a casa”. Il perché è presto detto: “Quando sei in giro è una distrazione” (in effetti girando con un telefonino, c’è il rischio che qualcuno telefoni; ma lo sa il segretario cos’è un iPhone?). “Ce l’ha una mail personale?”. “L’e-mail me le curano un po’, c’è qualcuno che mi aiuta perché si vive in una condizione di limitazione di tempo”. (Sembrerebbe quindi di no: Bersani non usa la mail). Floris riprende la domanda: “Cosa cerca su Internet, quali siti guarda?”. Categorie: Blog
Almost blue
Una volta aperta la confenzione, le mozzarelle diventavano blu e i carabinieri del Nas di Torino hanno posto a sequestro cautelativo sanitario settantamila formaggi presso una importante piattaforma della grande distribuzione che rifornisce numerosissimi discount del Nord Italia. L’iniziativa dei militari ha preso spunto dalla denuncia di una donna di Torino che aveva osservato l’incredibile fenomeno, ripreso con un telefonino: all’atto dell’apertura della confezione una mozzarella aveva rapidamente mutato colore assumendo una impressionante pigmentazione blu. Il prodotto, tipico della tradizione alimentare italiana, proveniva da uno stabilimento industriale tedesco, presso il quale era stato commissionato dalla societa’ italiana che lo commercializza. Gli uomini del Nas hanno inoltre appreso che, a seguito di numerose altre segnalazioni analoghe a quella da loro raccolta, l’importatore e distributore italiano aveva avviato il ”richiamo” del prodotto, dopo aver contestato l’incredibile fenomeno ai propri fornitori d’oltre frontiera. Si ignorano al momento le cause della mutazione del colore delle mozzarelle al contatto con l’ossigeno. (via repubblica.it) Categorie: Blog
Obbligo di rettifica altroveVedo che continua la discussione sull’obbligo di rettifica per i blog. Al di là delle questioni legali, comunque importanti, mi viene in mente che forse non ho scritto chiaramente da queste parti quello che penso al riguardo. E quello che penso è che l’obbligo di rettifica per i blog sia una sonora cretinata sulla quale non ci sia alcun bisogno di legiferare, che le rettifiche in rete si rettificano da sole e che, come diceva Gaspar molti anni fa, se leggi su un blog qualcosa su di te che non ti piace, apri un blog e la rettifichi là. Non sai fare? Impari. So bene che una idea del genere è molto naive e lascia aperta la strada a qualche squilibrio ma ha in se’ un punto di forza che dimentichiamo troppo spesso: la rete è il luogo della comunicazione e del confronto, sarebbe meglio smettere di immaginare come regolarla ed iniziare ad utilizzarla. Categorie: Blog
E in Nuova Zelanda?
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Balle sociali
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Cappellano in carcereIl governo Berlusconi, minato dai vari casi Scajola, Bertolaso, Propaganda Fide, Verdini ecc, decide infine di dare un segnale al Paese e nomina Ministro del Federalismo Aldo Brancher. Categorie: Blog
Balle di un certo tenoreOggi sul piu’ antiabortista dei fogli italiani (no, non è Avvenire e nemmeno l’Osservatore Romano) c’e’ questa commovente intervista a Andrea Bocelli: “Una giovane sposa in stato interessante arrivò in ospedale per un semplice attacco di appendicite, i medici dovettero applicarle del ghiaccio sulla pancia. Alla fine di questi trattamenti i medici le consigliarono di abortire il bambino, perché sarebbe sicuramente nato con qualche infermità, ma la giovane coraggiosa sposa decise di non interrompere la gravidanza e il bambino nacque: quella signora era mia madre e il bambino ero io”.
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Parole a casoCategorie: Blog
Rettificate questo
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Aquaro in bocca
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Lo incontrai lungo le scaleMolti anni fa, quando a Bologna esistevano ancora le osterie, io ed il mio amico Sandro, appena trasferiti nella megalopoli emiliana per frequentare l’università, in una sera di novembre scendemmo i gradini dell’Osteria delle Dame, dalle parti di via Castiglione. Ricordo che ci sedemmo in un lungo tavolone di legno ad aspettare. Avevamo diciannove anni, eravamo timidi ed imbarazzati e al nostro tavolo non venne nessuno. Così dopo un po’ ci alzammo (forse compatiti dai normali avventori) ed andammo verso il bancone dove si vendeva quasi solo ciambella e vino. Io il vino allora non lo bevevo ma ne presi un bicchiere ugualmente. Avevo anche paura di fare una brutta figura. Girammo l’angolo e nella parte di locale alla quale non avevamo fatto caso c’era lui con il suo amico argentino. Avevano le chitarre lì accanto e in terra un bottiglione di vino, di quelli grandi che oggi non si vedono più. A noi francamente ci prese un colpo anche se in realtà la ragione della nostra trasferta serale da San Donato al centro di Bologna era quella. Senza farci troppo notare prendemmo le nostre ciambelle ed il nostro bicchiere di rosso e ci sedemmo nei pressi. Lui era alto, trasandato, con la barba e un po’ ciucco. Il suo amico argentino molto piu’ signorile, più piccolo e magro, un po’ ciucco pure lui. Scherzavano fra loro, sembravano di casa. Io e Sandro facevamo finta di chiacchierare fra noi ma tenevamo d’occhio la scena con scrupolosa attenzione. Alla fine i due presero in mano le chitarre e fra una tracannata dal bottiglione e l’altra iniziarono a cantare canzoni che non conoscevamo. Roba che piaceva a loro e che noi non avevamo mai sentito. Non ci fu nemmeno il tempo di risentircene, in fondo mica eravamo ad un concerto. Per noi era già abbastanza così, anzi per dirla tutta quella era forse una delle più grandi emozioni della nostra vita. Rimanemmo lì del tempo, ad ascoltare e ad osservare, senza nemmeno fare più finta di parlare fra noi. Poi si fece tardi e decidemmo di tornare verso casa: anche uscendo continuammo a far finta di niente. Una serata piena di inutile understatement. Quel tizio era uno dei pochi miti della mia giovinezza, conoscevo tutti i suoi dischi, gli accordi delle sue canzoni a memoria. Mi piacevano (un po’, non tanto) anche le sue canzoni brutte. Il mio amico Sandro preferiva forse il Battiato di Up Patriots to arm, ma sono abbastanza certo che quella serata alle Dame dopo tanti anni se la ricordi ancora. Erano definitivamente altri tempi, molti altri ne sono passati dopo. E oggi quel signore alto e barbuto compie settantanni. Cosi’ un velocissimo grazie pieno di ammirazione, ripulito da troppi inutili pudori giovanili, se lo becca questa sera anche da queste pagine. Categorie: Blog
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