Manteblog di Massimo Mantellini

Syndicate content
il weblog di Massimo Mantellini
Updated: 1 min 12 sec ago

Categoria amatori

Mer, 2010-06-23 06:50




Il debutto online del molto atteso sito web de Il Fatto Quotidiano è per ora una esperienza da dimenticare.

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Pietro canta Tommaso

Mar, 2010-06-22 20:36




(via vincos su FF)

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iSpioni

Mar, 2010-06-22 17:27

Apple’s new privacy policy contains a small new paragraph of big importance: it gives the company license to store “the real-time geographic location of your Apple computer or device” and share it with “partners and licensees.” As if we haven’t had enough privacy kerfuffles of late.

Apple goes on to assure customers in the remainder of the new clause that location data is “collected anonymously in a form that does not personally identify you.” Still, there seems to be no effective method of opting out of the data storage and sharing, as you’ll need to agree to the new terms and conditions before downloading new apps or any media from the iTunes store



(mashable via alfonso fuggetta)

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Una Gelmini è per sempre

Mar, 2010-06-22 17:14



“UFO: siamo soli?”.



Mai un titolo della maturità ha aderito più esattamente all’etica dei suoi tempi. Un tema perfetto, che copre uno spazio amplissimo da Briatore a Sgarbi, da Maria de Filippi ad Apicella, passando per la cipria di Berlusconi, le mimetiche di La Russa, e tutto l’impresentabile corteo di recenti figuranti di un paese affondato. Ed il bello è che questa gente nemmeno se ne rende conto.

p.s. ovviamente nella traccia d’esame originale sono riusciti a scrivere STAR TRECK

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Begli oggetti

Mar, 2010-06-22 16:13

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La legge del taglione

Lun, 2010-06-21 20:44




Amazon ha dato un taglione al prezzo di Kindle.

(via Il Post)

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La rivolta dei soggetti terzi

Dom, 2010-06-20 09:53

Luca de Biase segnala questa perla legalese nelle avvertenze sul copyright sul sito della Fondazione Maxxi.

Copyright

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Ora mi rimane il dubbio se scrivere qui sul mio blog che l’ultima frase del disclaimer qui sopra sia una emerita sciocchezza compilata da qualcuno che non capisce nulla di Internet sia o non sia una palese violazione del copyright della Fondazione Maxxi.

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Nativi analogici

Sab, 2010-06-19 21:31

Federico Mello racconta sul Fatto la battaglia persa del segretario del PD con la tecnologia.

A questo punto, il cronista chiede a Bersani di raccontare la sua esperienza sulla Rete e le tecnologie. “Sa navigare? Usa l’iPod, l’iPhone, ha una mail personale?”. Le risposte lasciano un po’ interdetti. “L’iPad non l’ho mai usato ma ammetto che è assolutamente interessante” (e fin qui è in buona compagnia). “Uso l’iPhone – aggiunge – ma solo a casa”. Il perché è presto detto: “Quando sei in giro è una distrazione” (in effetti girando con un telefonino, c’è il rischio che qualcuno telefoni; ma lo sa il segretario cos’è un iPhone?). “Ce l’ha una mail personale?”. “L’e-mail me le curano un po’, c’è qualcuno che mi aiuta perché si vive in una condizione di limitazione di tempo”. (Sembrerebbe quindi di no: Bersani non usa la mail). Floris riprende la domanda: “Cosa cerca su Internet, quali siti guarda?”.
Bersani tituba ma poi spiega che naviga per “le notizie” e “in macchina, per capire le distanze su Google”. (Internet in macchina per le mappe? Non è che Bersani confonde Internet con il navigatore satellitare?). Ancora dalla platea gli chiedono: “Il mondo non è più quello di una volta. Non fareste bene a utilizzare uno strumento potente come Internet per andare in mezzo alla gente?”. Questa volta la risposta del segretario è un capolavoro. “Sì, dobbiamo usare di più Internet, ma va anche detto che questa estate faremo un sacco di feste perché arrivano informazioni su informazioni alla gente e alla fine da qualche parte bisogna pur scaricare”.

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Almost blue

Sab, 2010-06-19 16:07




Ho passato l’ultima mezzora a cercare di capire dagli indizi di questa foto quale sia il marchio della mozzarella blu di cui parlano tutti i siti web senza nominarlo. Ora devo uscire, magari voi siete piu’ bravi di me.

Una volta aperta la confenzione, le mozzarelle diventavano blu e i carabinieri del Nas di Torino hanno posto a sequestro cautelativo sanitario settantamila formaggi presso una importante piattaforma della grande distribuzione che rifornisce numerosissimi discount del Nord Italia. L’iniziativa dei militari ha preso spunto dalla denuncia di una donna di Torino che aveva osservato l’incredibile fenomeno, ripreso con un telefonino: all’atto dell’apertura della confezione una mozzarella aveva rapidamente mutato colore assumendo una impressionante pigmentazione blu. Il prodotto, tipico della tradizione alimentare italiana, proveniva da uno stabilimento industriale tedesco, presso il quale era stato commissionato dalla societa’ italiana che lo commercializza. Gli uomini del Nas hanno inoltre appreso che, a seguito di numerose altre segnalazioni analoghe a quella da loro raccolta, l’importatore e distributore italiano aveva avviato il ”richiamo” del prodotto, dopo aver contestato l’incredibile fenomeno ai propri fornitori d’oltre frontiera. Si ignorano al momento le cause della mutazione del colore delle mozzarelle al contatto con l’ossigeno.

(via repubblica.it)

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Obbligo di rettifica altrove

Sab, 2010-06-19 08:25

Vedo che continua la discussione sull’obbligo di rettifica per i blog. Al di là delle questioni legali, comunque importanti, mi viene in mente che forse non ho scritto chiaramente da queste parti quello che penso al riguardo. E quello che penso è che l’obbligo di rettifica per i blog sia una sonora cretinata sulla quale non ci sia alcun bisogno di legiferare, che le rettifiche in rete si rettificano da sole e che, come diceva Gaspar molti anni fa, se leggi su un blog qualcosa su di te che non ti piace, apri un blog e la rettifichi là. Non sai fare? Impari. So bene che una idea del genere è molto naive e lascia aperta la strada a qualche squilibrio ma ha in se’ un punto di forza che dimentichiamo troppo spesso: la rete è il luogo della comunicazione e del confronto, sarebbe meglio smettere di immaginare come regolarla ed iniziare ad utilizzarla.

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E in Nuova Zelanda?

Sab, 2010-06-19 06:27




Vincenzo Cosenza continua il suo bel lavoro di monitoraggio della penetrazione dei social network nel mondo emerso.

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Balle sociali

Ven, 2010-06-18 20:51




Aprendo Facebook oggi ho trovato questo messaggio di cui mi aveva accennato qualcosa Gabriele ieri via mail. E’ marketing di quello finto (i nomi sono scelti a caso fra i tuoi contatti e nessuno di questi ha veramente trovato i propri amici usando Skype) che non si fa scrupolo della propria piccola falsità e che, per conto mio, racconta discretamente bene che razza di venditori di tappeti siano ancora oggi i ragazzi di Mark Zuckerberg.

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Cappellano in carcere

Ven, 2010-06-18 16:46

Il governo Berlusconi, minato dai vari casi Scajola, Bertolaso, Propaganda Fide, Verdini ecc, decide infine di dare un segnale al Paese e nomina Ministro del Federalismo Aldo Brancher.

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Balle di un certo tenore

Gio, 2010-06-17 21:05

Oggi sul piu’ antiabortista dei fogli italiani (no, non è Avvenire e nemmeno l’Osservatore Romano) c’e’ questa commovente intervista a Andrea Bocelli:


“Una giovane sposa in stato interessante arrivò in ospedale per un semplice attacco di appendicite, i medici dovettero applicarle del ghiaccio sulla pancia. Alla fine di questi trattamenti i medici le consigliarono di abortire il bambino, perché sarebbe sicuramente nato con qualche infermità, ma la giovane coraggiosa sposa decise di non interrompere la gravidanza e il bambino nacque: quella signora era mia madre e il bambino ero io”.



Il lettore svagato potrebbe dedurne che la giovane coraggiosa sposa abbia sfidato scienza e ragione per partotire un figlio con “qualche infermità” poi misteriosamente elevato a fenomeno musicale mondiale. Solo che nel 1958, anno di nascita di Bocelli, abortire in Italia al di fuori di alcune particolarissime condizioni era vietato dalla legge (e quindi nessun medico poteva darle suggerimenti del genere). Inoltre non c’e’ alcun bisogno del Guardian per sapere che il glaucoma congenito di cui soffre Bocelli non ha alcuna relazione con l’eventuale appendicite della mamma.


(via malvino)

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Parole a caso

Gio, 2010-06-17 19:31




Scorro la pagella di mia figlia e scopro materie che non avrei creduto.

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Douglas Neri

Gio, 2010-06-17 19:25




E’ uscito il libro di Gianluca.

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Rettificate questo

Mer, 2010-06-16 17:38




Io credo che il Partito Democratico sia un partito piuttosto inadatto a gestire le cose di Internet. Quando gli è capitato di farlo nell’ultimo decennio (parlo ovviamente dei DS, della Margherita e di quella cosa strana che era l’Ulivo) lo ha fatto male come tutti gli altri, con le medesime sottovalutazioni e con la stessa scarsa umiltà di tutti gli altri. Credo anche che i pochi punti di riferimento di oggi del Partito Democratico per le cose di Internet, dall’ex Ministro Gentiloni a Vincenzo Vita, siano un’avanguardia piuttosto inadatta a gestire il cambiamento di mentalità che il ragionare sulla rete (e non sulla TV) potrebbe consentire. Detto questo l’iniziativa del PD per abrogare il comma demenziale del decreto intercettazioni che prevede l’obbligo di rettifica peri blog è una buona iniziativa da sostenere.

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Aquaro in bocca

Mer, 2010-06-16 13:59




Alfonso Fuggetta si dispera sul suo blog, ma non mi pare ci sia soluzione all’ormai annoso problema. A Repubblica per qualche misteriosa ragione continuano a far scrivere pezzi di tecnologia ad Angelo Aquaro anche se non ci capisce niente.

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Donazioni

Mar, 2010-06-15 20:29




Wikileaks ha bisogno dei miei soldi.

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Lo incontrai lungo le scale

Lun, 2010-06-14 19:16

Molti anni fa, quando a Bologna esistevano ancora le osterie, io ed il mio amico Sandro, appena trasferiti nella megalopoli emiliana per frequentare l’università, in una sera di novembre scendemmo i gradini dell’Osteria delle Dame, dalle parti di via Castiglione. Ricordo che ci sedemmo in un lungo tavolone di legno ad aspettare. Avevamo diciannove anni, eravamo timidi ed imbarazzati e al nostro tavolo non venne nessuno. Così dopo un po’ ci alzammo (forse compatiti dai normali avventori) ed andammo verso il bancone dove si vendeva quasi solo ciambella e vino. Io il vino allora non lo bevevo ma ne presi un bicchiere ugualmente. Avevo anche paura di fare una brutta figura. Girammo l’angolo e nella parte di locale alla quale non avevamo fatto caso c’era lui con il suo amico argentino. Avevano le chitarre lì accanto e in terra un bottiglione di vino, di quelli grandi che oggi non si vedono più. A noi francamente ci prese un colpo anche se in realtà la ragione della nostra trasferta serale da San Donato al centro di Bologna era quella. Senza farci troppo notare prendemmo le nostre ciambelle ed il nostro bicchiere di rosso e ci sedemmo nei pressi. Lui era alto, trasandato, con la barba e un po’ ciucco. Il suo amico argentino molto piu’ signorile, più piccolo e magro, un po’ ciucco pure lui. Scherzavano fra loro, sembravano di casa. Io e Sandro facevamo finta di chiacchierare fra noi ma tenevamo d’occhio la scena con scrupolosa attenzione. Alla fine i due presero in mano le chitarre e fra una tracannata dal bottiglione e l’altra iniziarono a cantare canzoni che non conoscevamo. Roba che piaceva a loro e che noi non avevamo mai sentito. Non ci fu nemmeno il tempo di risentircene, in fondo mica eravamo ad un concerto. Per noi era già abbastanza così, anzi per dirla tutta quella era forse una delle più grandi emozioni della nostra vita. Rimanemmo lì del tempo, ad ascoltare e ad osservare, senza nemmeno fare più finta di parlare fra noi. Poi si fece tardi e decidemmo di tornare verso casa: anche uscendo continuammo a far finta di niente. Una serata piena di inutile understatement. Quel tizio era uno dei pochi miti della mia giovinezza, conoscevo tutti i suoi dischi, gli accordi delle sue canzoni a memoria. Mi piacevano (un po’, non tanto) anche le sue canzoni brutte. Il mio amico Sandro preferiva forse il Battiato di Up Patriots to arm, ma sono abbastanza certo che quella serata alle Dame dopo tanti anni se la ricordi ancora. Erano definitivamente altri tempi, molti altri ne sono passati dopo. E oggi quel signore alto e barbuto compie settantanni. Cosi’ un velocissimo grazie pieno di ammirazione, ripulito da troppi inutili pudori giovanili, se lo becca questa sera anche da queste pagine.

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